sabato 11 gennaio 2014

Gentile da Mogliano

Gentile da Mogliano, nato negli ultimi anni del XIII secolo, fino al 1340 collaborò con Mercenario da Monteverde, allora signore di Fermo. Nel 1345 riuscì a stabilire, con il tacito assenso della Santa Sede, la sua tirannia su Fermo.
Nel 1353 papa Innocenzo VI affidò al cardinale Gil de Albornoz il compito di recarsi nello Stato pontificio per riaffermare l’autorità del papato (dal 1309 trasferito ad Avignone). Nel 1354, per convincere Gentile da Mogliano a passare dalla parte guelfa, il pontefice gli prometteva ogni assoluzione. Il tiranno accettò, riservandosi però di consegnare la rocca solo dopo il pagamento di un’ingente somma di denaro. Tuttavia, nello stesso tempo, Francesco II Ordelaffi, signore di Forlì, di cui Gentile da Mogliano aveva sposato la figlia, riuscì a convincere quest'ultimo a tradire l'accordo appena accettato. Nel 1355, quando un contingente papale arrivò a Fermo per pagare il dovuto, il tiranno ordinò ai suoi armati di attaccare. In quello stesso anno, Ridolfo Da Varano, al quale era stato affidato il comando supremo delle armate pontificie, riportò, vicino Paterno (frazione di Ancona), una vittoria schiacciante sui ghibellini. Di lì a poco, un contingente papale venne inviato contro Fermo, che presto decise la resa. Il cardinale Gil de Albornoz, ricevuta la notizia, raggiunse subito la città. Gentile da Mogliano, nonostante tutto, ebbe salva la vita, a patto che se ne andasse dai territori della Chiesa. Non è conosciuta la data della morte, prima, però, lo ritroviamo a compiere scorrerie di ventura nel Fermano, ancora un’ultima volta non aveva mantenuto la parola.

Per un raffronto vedi il Dizionario biografico degli italiani.

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