venerdì 24 gennaio 2014

Il Palazzo degli Studi a Fermo

Nel primo piano del Palazzo degli Studi ha sede la Biblioteca civica «Romolo Spezioli”, qui dall’ultimo ventennio del xix secolo, dal momento che non bastava più la piccola Sala del Mappamondo, tanto che il comune di Fermo decise il restauro del primo piano dell’edificio.
Il prospetto della costruzione è aperto da sottopasso voltato, inquadrato da portale aggettante sovrastato da un tabernacolo arcuato in pietra d’Istria, dove troviamo la statua dell’Assunta, patrona di Fermo, realizzata grazie al lascito del 1660 del canonico Sacripante Adami. L’iscrizione: canonicus / sacripantes adami / suum in deiparam amorem / hoc insculpsis in marmore / ut immortalem efficeret, è sormontata dallo stemma in pietra dell’arcivescovo Andrea Minucci.
Le quattro finestre del primo piano, in pietra bianca, sono decorate da semibusti di papi: Bonifacio VIII, Eugenio IV, Callisto III e Sisto V, che la tradizione vuole: istitutor, benefactor, confirmator e restitutor dell’Università di Fermo. Questi pontefici vennero qui rappresentati perché in questo edificio erano tenuti i corsi universitari (anche per questo il nome della costruzione è Palazzo degli Studi). L’aspetto attuale della costruzione venne realizzato solo dopo che la città ottenne da papa Sisto V la «restituzione» della sua Università nel 1585. L’anno dopo il comune decise di progettare un rifacimento del vecchio palazzo del Podestà, dove avrebbero avuto sede gli studi universitari. Dopo una ventina d’anni, i lavori erano terminati.

L’edificio prima di essere sede dell’Università, era stato il palazzo del podestà. La costruzione, dalle stesse dimensioni dell’attuale, venne eretta negli anni ’90 del xv secolo, al posto di uno più piccolo, realizzato nel 1236-38. Quest’ultimo, al piano terra, era aperto da portico a due campate. Dalla fine degli anni ‘80 del xv secolo il comune dovette provvedere alla ricostruzione del palazzo danneggiato dai attacchi degli Sforza alla città barricati sulla rocca. Nel 1494 sono attestati lavori all’edificio. Probabilmente durante questo intervento il palazzo assumesse le dimensioni dell’attuale fabbrica. L'edificio, come la precedente struttura, doveva avere un loggiato al piano terra, eliminato quando vennero realizzati i lavori per l’Università. Nell’interno venne realizzazione una grande stanza al primo piano, tuttora utilizzata come sala di lettura della Biblioteca civica “Romolo Spezioli”.