venerdì 18 agosto 2017

I giorni festivi a Fermo nel Cinquecento secondo gli Statuti comunali

San Savino, comprotettore di Fermo, scultura settecentesca
Stando agli Statuti comunali i giorni festivi in città erano: le domeniche, tutte le festività dedicate alla Madre di Dio, in particolare quella dell’Assunta (15 agosto), patrona cittadina, e il giorno di San Savino, comprotettore di Fermo («cuius corpus in hac civitate requiescit»), festeggiato probabilmente il 16 agosto, il giorno successivo a quello della patrona (una tradizione arrivata fino a noi). Festivi erano poi i giorni di Natale (25 dicembre), di Santo Stefano (26 dicembre), di San Giovanni Evangelista (27 dicembre), dell’Epifania (6 gennaio), di San Gregorio Magno (12 marzo), di San Zenone (12 aprile) di San Michele Arcangelo (8 maggio), di San Giovanni Battista (24 giugno), di San Domenico (4 agosto), di San Lorenzo (10 agosto), di Sant’Agostino (28 agosto), di San Nicola da Tolentino (10 settembre), di Santa Croce (14 settembre), di San Francesco (4 ottobre), di San Vigore (primo novembre), di San Martino (11 novembre), di Santa Caterina di Alessandria (25 novembre), e di Santa Lucia (13 dicembre). Tra le feste mobili: il Venerdì Santo, la Pasqua, i due giorni successivi a quest’ultima ricorrenza, l’Ascensione e il Corpus Domini. Oltre a festeggiare tutti i giorni delle feste degli apostoli, era festivo anche quello della dedicazione della basilica del Santo Salvatore, probabilmente la basilica di San Giovanni in Laterano (9 novembre). Tutta “laica” era la festa del 2 giugno, dedicata al ricordo della morte del tiranno di Fermo Rinaldo da Monteverde[1]. Il 24 agosto, giorno di San Bartolomeo, era celebrato per ricordate anche quando, nel 1378, i Fermani ripresero il controllo della loro città, ripristinando le istituzioni comunali, approfittando dell’assenza di Rinaldo da Monteverde, impegnato allora ad attaccare Sant’Elpidio a Mare.

Bibliografia

Statuta Firmanorum, apud Sertorium de Montibus, Fermo 1589.






[1] Statuta Firmanorum 1589, p. 152. San Vigore, vescovo di Bayeux, era plausibilmente ricordato perché il suo giorno: il primo novembre, era in genere posticipato per celebrare la festa di Ognissanti. Manca, tra le feste mobili, la Pentecoste, ma anche questa era sicuramente festeggiata.

venerdì 16 giugno 2017

Un perduta tavola fermana di Francesco di Gentile da Fabriano


Nella cattedrale dell'Assunta di Fermo era conservata una tavola rappresentante la Visitazione riferita a Francesco di Gentile da Fabriano. L'ultima volta ch'era stata vista in città, dov'è conservata una copia e un disegno, era collocata presso la chiesa dei Domenicani (Crowe e Cavalcaselle (1)). 


Da un contributo del 1921 di Catharine W. Pierce (2), sappiamo che la nostra tavola era collocata nel castello Bracciano. Pubblichiamo la foto tratta dal contribuito della studiosa. Già Sandra Di Provvido nel 2006 ricordava come la tavola era stata segnalata dal Berenson presso il castello di Bracciano. Scrive la studiosa: "[il dipinto] passò poi in casa De Minicis e fu riprodotto da Pacifico Mori [pittore fermano, poi trasferitosi a Roma] in un disegno, segnalato da Luigi Dania, conservato nella biblioteca comunale di Fermo [dove tuttora si trova]" (3).

mercoledì 26 aprile 2017

Il Ricamatore, corsaro maomettano fermano

Nel 1566 venne ucciso nei pressi della spiaggia di Civitanova, dopo essere stato catturato dall’ammiraglio veneziano Ermolao Barbaro, il corsaro detto Il Ricamatore: un fermano della famiglia Raccamadori, passato dalla parte dei Turchi.