venerdì 24 gennaio 2014

La chiesa di San Michele Arcangelo a Fermo

La chiesa di San Michele Arcangelo, in largo Vinci, venne consacrata nel 1222 dal vescovo di Fermo Pietro IV. Della costruzione medievale, dopo i lavori di rinnovamento realizzati nel 1818-20 dall’architetto Luigi Paglialunga, rimase unicamente il portale (probabilmente in parte anche questo rimaneggiato). L’attuale campanile venne costruito nel 1851. Nel 1863 venne donata alla chiesa una Sacra Spina, portata a Fermo nel 1281 da Marcantonio Gigliucci, conservata nell’edificio in un tabernacolo in pietra fatto realizzare quando la reliquia arrivò in città, ancora adesso all’interno di San Michele Arcangelo.
Il prospetto, preceduto da ampia scalinata in travertino realizzata nel 1942, ha pilastri dorici abbinati nelle due ali. L’attico, tripartito da paraste ioniche, è raccordato da due volute alle ali laterali. Il portale, entro semicolonne, ha archivolto cordonato. Nella cuspide sono collocati uno stemma della famiglia Vinci-Gigliucci (che aveva il patronato sulla chiesa) e, entro una nicchia trilobata, la statua di San Michele Arcangelo, probabilmente di riuso.

Le colonne corinzie della navata, coperta da volta ribassata, sono raccordate da trabeazione a festoni classici. Gli affreschi dell’interno vennero realizzati nel 1920 da don Giuseppe Toscani. Nella volta, entro due tondi, sono dipinti la Madonna della Pace e San Michele Arcangelo. Nei riquadri esterni sono raffigurati angeli musicanti e, in quelli centrali, l’Arcangelo Michele conforta Elia nel deserto e l’Arcangelo Michele conforta Cristo nell’orto. Nell’abside, decorata a finto mosaico, sono le immagini delle Virtù Teologali: Carità, Fede e Speranza. Nella calotta è affrescato Il Cristo e angeli adoranti.
Nelle pareti dell’abside, su uno sfondo musivo dorato, sono le effigi di santi fermani. Da una parte (destra): Adamo abate, Fermano, Giovanni della Verna e Antonio Grassi, confessori. Dall’altra (sinistra): Vissia vergine, Sofia vergine, Filippo vescovo e Alessandro vescovo, martiri. Le decorazioni vennero realizzate dai decoratori fermani Luigi Bracalenti e Riccardo Maranesi.
Dietro l’altare maggiore è collocata la tela raffigurante San Michele Arcangelo (seconda metà xvii secolo), dipinta da Giacinto Brandi, pittore barocco nato a Roma nel 1621, ma ampiamente ridipinta da Alessandro Ricci. Le stazioni della Via Crucis della chiesa sono attribuite alla bottega di quest’ultimo pittore. L’organo, in controfacciata, venne costruito nel 1859 da Vincenzo Paci.