Da piazza Risorgimento, attraverso una scalinata realizzata nel 1853, scendiamo fino alla chiesa di Sant'Agostino, o santuario del Beato Antonio:
tale titolo, però, è riferito alla sola cappella che custodisce le spoglie del
beato Antonio Migliorati (Amandola, 1355 - Ivi 1450),
compatrono della cittadina dal 1470.Un primo edificio venne realizzato nella seconda metà del xiii
secolo. Negli anni 1422-50, priore lo stesso Antonio Migliorati, l’edificio sacro subì
tutta una serie di ampliamenti. Tuttavia, la ricostruzione poté essere
portata a termine solo dopo la morte del beato, nel 1468 circa. Il beato Antonio Migliorai era morto nel 1450. Il suo corpo, era stato seppellito in una semplice sepoltura a terra,
davanti alla porta del coro. Tuttavia, nel 1453, venne decisa una più
degna sepoltura. Dopo l’esumazione, il corpo, composto in una cassa di noce, fu
sistemato nell’altare laterale di sinistra della chiesa, sotto la scultura
della Pietà (inizi xv secolo), dinanzi alla quale il beato
aveva passato tante notti in preghiera. Nel 1606 il Consiglio generale di Amandola dette l’incarico ai priori
di eleggere una deputazione per l’erezione di una cappella in onore del beato. Prima di deliberare i fondi necessari, venne deciso di presentare un
progetto per la cappella, affidato al ginesino Domenico Malpiedi, al quale era stata commissionata anche la ricostruire dell’altare maggiore, dietro al quale
sarebbe stato eretto il monumento al beato Antonio. I lavori erano conclusi nel
1612.