venerdì 24 gennaio 2014

Breve descrizione degli affreschi nella chiesa di Sant’Agostino a Fermo

Dell’antica chiesa medievale di Sant'Agostino, ammodernata nel XVIII secolo, rimane il fianco su largo Alvaro Valentini, utilizzato attualmente come accesso principale (nel quale entriamo in una sorta di atrio).

Entrando nell’atrio, troviamo alcuni arcosoli. In uno è affrescato il Primo bagno del Bambino, attribuito allo stesso pittore che nel 1425-30 affrescò il catino absidale della chiesa di Santa Maria a Piè di Chienti a Montecosaro. Nella rappresentazione, in secondo piano, è raffigurato l’annuncio ai pastori. 
In un altro arcosolio troviamo un affresco della Madonna in trono col Bambino e i santi Guglielmo da Malavalle e Agostino.

Passiamo all'interno della chiesa. Nel fondo della parete destra, di un qualche pittore crivellesco, troviamo una Madonna col Bambino e i santi Antonio abate, Agostino e Antonio di Padova, datata 1495.
Dietro il secondo altare di destra è affrescata la Crocifissione (seconda metà xiii secolo). Lì a sinistra, in due riquadri, sono raffigurati l’Annunciazione e i Santi Pietro e Paolo. Dopo un’immagine di un probabile San Giovanni Evangelista, è raffigurato il volto della Vergine orante, detto Madonnina della Pace (prima metà xv secolo): quello che rimane di una Madonna di Loreto. Prima della seconda metà del xv secolo, per rappresentare quest’ultima, veniva dipinta la Vergine in piedi, con le mani giunte in preghiera, sotto un baldacchino retto da angeli. Solo poi venne sostituita a questa immagine quella della Vergine seduta sopra la Santa Casa.

Sotto quest’ultimo affresco, dopo un’immagine di due figure che non sappiamo meglio riconoscere, è affrescato un San Leonardo. Lì a destra, dopo un’altra immagine di San Leonardo, sono affrescati Santi Maria Maddalena penitente e Sant’Agostino.
Sotto la Crocifissione troviamo una Madonna in trono col Bambino (seconda metà xiii secolo). Nei lati, a comporre un polittico dipinto, dovevano trovarsi altri quattro santi, dei quali non rimangono che quelli a destra della Vergine. Di questi, oltre a un Sant’Agostino riconoscibile dall’iscrizione dipinta, è raffigurato una santo barbuto. L’iscrizione col nome di quest’ultimo è però coperta da un frammento dell’immagine di Sant’Amico di Rambona (prima metà xv secolo).
Superata la porta d’accesso, entro un’intercapedine del muro, sono affrescate le immagini sovrapposte di un santo (in alto), del quale rimane parte della veste, e di Sant’Amico di Rambona (in basso).
Nel transetto sinistro dell’edificio, entro una rientranza del muro della parete destra, è raffigurata l’immagine di un santo monaco con bastone che indica il committente del dipinto. Dov’era il volto del santo, è affrescato il viso di San Giobbe, piagato dalla lebbra. Sopra quest’immagine, è affrescato un mezzo busto di Sant’Antonio abate.
Attiguo al presbiterio, si apre un ambiente utilizzato in passato come cappella. Nell’arco di accesso, sullo stipite destro, troviamo l’immagine di Santa Caterina d’Alessandria (prima metà xv secolo). Nello stipite di sinistra rimangono le tracce della veste di un qualche santo. Nella parete di fondo della cappella è affrescata la Madonna della Misericordia e i santi Michele Arcangelo, Antonio abate, Giacomo e Margherita (1425-30). Sotto sono dipinte tre croci di consacrazione. In alto: l’Annunciazione, l’Eterno che sostiene il Crocifisso e i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista (1425-30).
Sulla destra, passando sotto un arco, entriamo in un altro ambiente. Nei pilastri, a destra e sinistra, sono due affreschi: Sant’Amico di Rambona e Sant’Agostino. Nella parete di fondo, nel riquadro più alto, è affrescata la Madonna di Loreto e san Giacomo (prima metà xv secolo). Sulla destra, una Madonna col Bambino fa parte dello stesso affresco. Sotto, in un altro riquadro, rimane parte di un’altra Madonna col Bambino, raffigurata però entro un tempietto architettonico.
Nella parete a sinistra della cappella della Sacra Spina, sul muro, è affrescata l’Annunciazione tra sant’Apollonia e Caterina d’Alessandria (prima metà xv secolo). Il dipinto rappresenta il momento prima che la titubante Vergine accetti con umiltà la sua missione. In alto è raffigurato l’Eterno che ordina all’arcangelo Gabriele di andare a Nazareth per annunciare alla Madonna la sua imminente maternità. Sopra all’Annunciazione, è rappresentato lo Sposalizio della Vergine. Sotto, a indicare la scena sacra, è dipinto un profeta.
Nel primo pilastro della parete sinistra della navata è affrescata, entro un arco trilobato dipinto, l’immagine di San Sebastiano. Nel vano che conduce alla sagrestia, a destra e a sinistra, sono le immagini di San Nicola da Tolentino e Sant’Agostino. In alto, la lunetta, è affrescata con la Resurrezione. Nell’arcosolio troviamo due immagini di santi che non sappiamo meglio riconoscere. Dietro il pilastro successivo troviamo una Madonna del latte e i santi Giovanni Battista e Antonio abate. Del primo dei santi dipinti ai lati della Vergine, rimane solo parte della veste sotto la quale riconosciamo la pelle di leone.
Più avanti, dietro al secondo altare di sinistra, è affrescato quello che rimane di una Madonna in trono col Bambino, con accanto un’immagine di santa Caterina d’Alessandria, della quale resta la ruota, suo attributo iconografico. È probabile che l’affresco rappresenti un Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria, con il Bambino, in piedi sulle ginocchia della madre, che porge alla santa l’anello nuziale.
Entro un arcosolio, in basso, è raffigurata una Dormitio Virginis, dov’è rappresentato il funerale della Madonna. In alto, tra angeli musicanti, è dipinto il Cristo con in braccio l’anima della Vergine bambina, così rappresentata perché anche lei, pur se sua madre, è sua figlia. Nel pilastro successivo è affrescata una Madonna di Loreto (xiii secolo).
La Pietà e i santi Caterina d’Alessandria, Barbara, Nicola da Tolentino, Agostino, Mattia e Rocco, in una rientranza della parete, è attribuita a Vincenzo Pagani. In basso è rappresentato il committente, membro della Corporazione dei calzolai.
Dietro il pilastro successivo è affrescata l’immagine di San Nicola da Tolentino (xvi secolo), entro un’arcata dipinta aperta su un paesaggio in parte coperto dal drappo rosso allacciato all’arco che fa da sfondo all’immagine del santo. Più avanti, sono raffigurati i Santi Francesco e Rocco (xvi secolo). Nel vano accanto alla porta principale, l’immagine di San Nicola da Tolentino, è datata 1485.