venerdì 5 dicembre 2014

Lo stemma di Fermo di Pio Panfili


venerdì 28 novembre 2014

Il Centro Studi della Polizia di Stato a Fermo

L’ex Centro Studi della Polizia di Stato nacque con il nome Collegio per gli Orfani della Pubblica Sicurezza (COPS), per interessamento del generale Cesare Galli. Il 2 marzo 1958 avvenne la posa della prima pietra. I lavori durarono circa due anni. I progettisti erano: Luciano Fratini, Riccardo Leoni e Mario Messina. 

sabato 22 novembre 2014

I possessi farfensi a Montalto delle Marche

Nel 1118 tra i beni confermati all'abbazia di Farfa in un diploma rilasciato nel 1118 da Enrico V compare il castello di Montem Altum. Nello stesso documento troviamo anche il castello di Montem Patricium, acquistato dall'abate Berrado III (1099-1119), che per Delio Pacini doveva trovarsi nei pressi di Montalto delle Marche (p. 425).

I possessi farfensi nel territorio di Force

Nel 1051 papa Leone IX in diploma di conferma dei beni farfensi nella Marca nomina il castello di Force. Nel 1096 Mainardo di Brictolo cedette a Farfa il castello di Collis Macri (Colle Taddeo), con la chiesa di Santa Maria, parte della chiesa di Santa Maria di Bolognano e della chiesa di San Pietro e 1/4 del castello di San Giovanni (contrada San Giovanni).
Negli anni 1083-84 Carbone di Bonino aveva donato a Farfa altri beni nello stesso Collis Macer et in Beloniano (contrada Bolognano) et in Caprilia (fosso Capriglia), tutti confermati tra i beni dell'abbazia in un diploma rilasciato nel 1118 da Enrico V[1].

I possessi farfensi nel territorio di Montefalcone Appennino

La curtis Montisfalconis compare tra i possessi dell'abbazia di Farfa fin dal 930-936. Nel 1152 l’abate di Farfa Berardo V, con il consenso dei monaci di Farfa, concedette ai confratelli di Santa Vittoria ampi beni, tra i quali la corte di Montefalcone.
Nel 1113 l'abate Berardo III concesse in enfiteusi a Bonuccio di Berardo alcune terre in vocabulo Casalis (contrada Casali, a Force) e Caesae (contrada Cese, a Force), e in Comatica (contrada Cmutica a Montefalcone Appennino) et ad Sanctum Angelum (contrada Sant'Angelo a Force). Nel 1115 lo stesso abate cedette ai fratelli Boderocco e Bonifazio in cambio del castellare di Caprafico a Santa Vittoria alcune terre in località Prata et Casciano e in vocabolo Colle di Poggio, per permettere a questi di costruire un castello, che dopo la loro morte sarebbe passato alla giurisdizione dell'abbazia di Farfa.

I possessi farfensi nel territorio di Comunanza

Tra la fine dell'viii e il ix secolo sono attestati in quello che era il rivum Merdarius, l'attuale fosso delle Cucciole a Comunanza, alcune famiglie di contadini, tutti dipendenti dall'abbazia di Farfa: Oupulus e sua moglie Truda, insieme ai figli: Rodipertus, Attula, Goda e Maria. Druncus e sua moglie Teuderada, insieme ai figli: Dominica e Teudaldi. La madre Auderata e i figli: Allulo e Lupualdo. Baiulinus e sua moglie Aleperga, insieme ai figli: Ildulus, Martinus, Ursus, Teuderadus, Rosa, Rodiperga e Teuderada.

I possessi farfensi nel territorio di Amandola

L’abbazia di Farfa possedeva alcuni bene nel territorio del comune di Amandola. Nella lista dei beni usurpati a Farfa redatta intono al 1070 da Gisone, figura il castello quod Annianellum vocatur, donato a Farfa dal conte Alcherio, peraltro già attestato fin dal 1014.

I possessi farfensi nel territorio di Montegallo (AP)

Montegallo è costituito da un insieme di frazioni: Abetito, Astorara, Balzetto, Balzo, Bisignano, Casale, Castro, Colle, Collefratte, Colleluce, Collicello, Corbara, Fonditore, Forca, Interprète, Migliarelli, Piano, Pistrino, Propezzano, Rigo, Santa Maria in Lapide, Uscerno e Vallorsara.
Nella valle del Rio troviamo la chiesa di Santa Maria in Lapide, attestata insieme al suo monastero tra le proprietà dell'abbazia di Farfa in un privilegio concesse da papa Innocenzo nel 1198.
La chiesa venne ricostruita però nel xv secolo. Durante quei lavori dovrebbe essere stato capovolto l'orientamento dell'edificio. Tant'è che nell'abside è presentare un rosone tardogotico, che per Furio Cappelli ha accostato ai modelli di Benedetto da Maiano. L'interno è ad aula unica, con transetto all'incrocio dei bracci. Il presbiterio è decorato da affreschi. Della chiesa più antica rimane solo la cripta del IX secolo.
Non lontano da questo monastero è attesta il castello  di Mons Sanctae Mariae in Gallo, abbandonao nel xvi secolo, per essere ricostruito più in basso, dove adesso frazione Balzo (sede amministrativa del comune di Montegallo). Del castello non rimane nulla, se non un cisterna ipogea, coperata da volta a botte, scavta nella pietra spugna.

venerdì 21 novembre 2014

Possessi farfensi a Monsampietro Morico

In piazza Malugero Melo troviamo la chiesa dei Santi Pietro e Antonio Abate, ricostruita nel 1639, su una chiesa pare di fondazione farfense. Nel 1792 sono stati realizzati gli stucchi della facciata.

In frazione Sant’Elpidio Morico


Lungo la strada per Montelparo troviamo la chiesa di Sant'Emidio (seconda metà xiii secolo), attestata nel 1295 tra i censuari dell’abbazia di Farfa (Pacini, p. 311). L’edificio, riadattato nel xviii secolo a chiesa rurale, è stato rimaneggiato un’ultima volta nel xix secolo.

giovedì 20 novembre 2014

I possessi farfensi nel territorio di Monte Vidon Combatte

Nell'attuale comune di Monte Vidon Combatte Farfa possedeva alcuni beni. Nel luglio 960 l’abate Ildebrando concesse a terza generazione più di 2.000 moggi di terra a Trasperto d’Ingelperto. Tra i toponimi attestati nel documento sono: l’aecclesiam Sancti Maroti, Morretiano, Valle Scrira e Sanctum Proculum, corrispondenti a San Marone, Marazzano, Valle Scura e San Procolo: tutte contrade a Monte Vidon Combatte. 

mercoledì 19 novembre 2014

I possessi farfensi a Rotella (AP)

Nel 1069 il vescovo di Ascoli Bernardo confermò all'abate di Farfa Berardo un non meglio identificato monastero di San Salvatore e la pieve di San Flaviano a Rovetino (Pacini p. 401), della quale però non è rimasto nulla.
Nel 1084 tra i beni di Farfa elencati in un diploma di Enrico IV  è per la prima volta attestato il castello di Rotella, con il monastero di San Lorenzo al Polesio, confermato all'abbazia in un diploma rilasciato nel 1118 da Enrico V.
Nel 1111 Carbone di Alberto cedette all'abate Berardo III il castello di Rovettino, e portionem de castro de Terra Talliata.
Rotella si assoggettò ad Ascoli nel 1318. La torre dell'orologio fino al xviii secolo era il campanile della chiesa di Santa Maria e Lorenzo, progettata nel xviii secolo da Lazzaro Giosafatti. Nel 1775 parte dell'abitato crollò a causa di una piena del torrente Oste. Della chiesa di Santa Maria e Lorenzo, rimase in piedi solo il campanile, trasformato in torre dell'orologio.

I possessi farfensi a Montedinove (AP)

Nel 1039 Longino di Azzone donò all'abbazia il castello di Offida, una porzione di Porchia (frazione di Montalto Marche), una quota di Ripa (forse quel Ripa Pasciani attestato in altri documenti), il castrum di Cossignano, l’altra metà di Scùlcola, una quota di Montecretaccio (nel territorio di San Benedetto del Tronto) con la metà del porto, il castellum de Insula aedificatum iuxta fluvium Tesinum cum aecclesia Sancte Mariae [Santa Maria de Celllis, ampiamente rimaneggiata] in ipso castello aedificata.

venerdì 14 novembre 2014

I possessi farfensi nel territorio di Monte Rinaldo

Nel 1192 il castrum Mons Rainaldi compare tra i censuari del monastero di Santa Vittoria. Il castello si assoggettò a Fermo non oltre il 22 settembre 1355, quando il castrum Podii Raynaldi era chiamato in quella città dal cardinale Gil Albornoz per prestare il giuramento di fedeltà a Fermo.
In contrada Bucchiano troviamo la chiesa di Santa Maria di Montorso , di probabile fondazione farfense, dal momento che la nomina del suo rettore spettava al priore di Santa Vittoria.
L'edificio è in pessimo stato, quasi un rudere diroccato. Nella facciata principale si erge un campanile a vela. L’interno era ad aula unica. 

La fonte del Latte a Santa Vittoria in Matenano

La fonte del Latte, presso la quale la tradizione vuole che i monaci farfensi sostassero il 20 giugno 934, nel corso della traslazione nel castello del corpo di santa Vittoria, la troviamo a Santa Vittoria in Matenano. Sempre stando alla tradizione, sembra che i monaci assistettero alla prodigiosa emersione di una fonte d’acqua, da allora ritenuta miracolosa per le puerpere prive di latte. 

domenica 9 novembre 2014

I possessi farfensi a Petritoli

Nel comune di Petritoli sono attestati alcuni possessi di Farfa. Nel 960 l’abate Ildebrando concesse a terza generazione più di 2.000 moggi a Trasperto d’Ingelperto in diversi fondi, tra i quali quello di Pretitulo.
Nel 978 Suppone di Transarico cedette all'abate di Farfa Giovanni alcuni beni in loco qui dicitur Miliarius et in Pila, ad vocabulum Bulsianum (quest'ultima una contrada di Petritoli, non lontana dal santuario della Liberata).
Nel dicembre 1055 Transarico, figlio di Transarico, donò pro redemptione animae all’Episcopato di Fermo la sua giurisdizione su 1/3 del castrum Petrituli.
Nello stesso tempo, la madre Amata, donò i beni che le appartenevano per morgengab, tra cui la sua parte del castello di Petritoli al vescovo di Fermo Ulderico.
Il 27 gennaio 1181 Gentile e Trasmondo, figli di Ugo, e Ascaro, figlio di Gualfredo, cedettero a Trasmondo di Cecilia, 1/3 della terra del castello di Petritoli, ovvero quantum necesse fuerit pro edificatione castelli, che stando al documento per Lucio Tomei sembra essere stato distrutto. Nel 1191 Transarico, abate del monastero di San Pietro in Valle, concesse a terza generazione a Trasmondo, figlio di Giberto, del vicino castello di Cecilia (in territorio di Petritoli), e alla moglie Dinambra, la quota che il monastero deteneva sul castello di Petritoli.
Fermo entrò in possesso della giurisdizione sul castello solo nel 1252, quando, espugnato dall’imperatore Federico II, Petritoli fu ceduto alla città.

La pieve di San Marco a Ponzano di Fermo

Nel territorio del comune di Ponzano di Fermo troviamo la pieve di San Marco, edificio di fondazione farfense, poi passato all'Episcopato di Fermo.
Nel 1059 Longino, detto Brittolo, figlio del fu Adalberto, detto Massarello, donò pro anima al vescovo di Fermo Ulderico, alcuni beni non lontani dal castello di Pontiano, ceduto il 10 giugno 1214 dal marchese della Marca di Ancona Aldobrandino cedette il castrum Ponzani al Comune di Fermo. In quel periodo che il castello inglobò le pertinentiae del castrum Sanctae Mariae Matris Domini, eretto sul colle antistante la chiesa di Santa Maria Mater Domini (attuale pieve di San Marco), dov’era la chiesa rurale di San Martino.
La chiesa di San Marco, l’antica plebs Sanctae Mariae Matris Domini, si trova a non più di 500 metri da Ponzano di Fermo. Tra i beni dell’abbazia di Farfa dissipati dall’abate Ildebrando (936-962) figura la curtis Sanctae Mariae Matris Domini. Della plebs si era poi impadronito l’Episcopato di Fermo, per lo meno prima del 1062. In quell’anno, infatti, il vescovo Ulderico cedette a Longino di Suppone alcuni beni nell’attuale territorio di Ponzano di Fermo, riservandosi però la: “plebe beate Sancte Marie Matris Domini cum omni sua rebus”.

Il priorato di Santa Maria dell’Olmo, l'oratorio di San Michele Arcangelo e la badia dei Santi Flaviano e Biagio a Monterubbiano

In largo Vito troviamo il priorato di Santa Maria dell’Olmo, eretto nel xii secolo. L’attuale aspetto dell’edificio, però, si deve ad una ristrutturazione del 1808, quando furono apportate profonde modifiche che portarono alla trasformazione dell’antica struttura a due navate, in un’aula unica in stile neoclassico. Durante quei lavori si dovette allungare l’edificio sacro di circa 8 metri. La decorazione pittorica è stata rinnovata nel 1946.

Gli affreschi della chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista a Monterubbiano

Tornati su corso Italia, in largo Garulli, si trova la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (prima metà xiii sec.). Il portale è datato 1238. L’iscrizione si trova alla base della lunetta: a(nnus) d(omini) mccxxxviii die x mensis martii dorus gualterius fec(it) fieri h(oc) opus mag(istri) berard(us) et act(us).
La chiesa, a navata unica, è stata portata a due navate fra il xiv ed il xv secolo. Alla fine del xviii secolo l’antico portale fu spostato all’inizio del fianco destro. Allo stesso tempo fu chiusa la navata laterale, con la tamponatura delle arcate di divisione. Nella seconda metà del xix secolo, al posto della torre campanaria, è stata eretta una piccola vela.
L’interno, coperto a capriate lignee (1991-92), è a due navate, spartite da arcate a tutto sesto rette da colonne. Il pittore, per Giuseppe Crocetti, dovrebbe aver lavorato anche nella chiesa di San Giovanni a Monterubbiano, eretta dopo la pestilenza del 1462.

Gli affreschi dell'oratorio di Santa Caterina d'Alessandria a Smerillo

Nell'oratorio di Santa Caterina d'Alessandria (fine xiii secolo - inizi xiv secolo) troviamo affreschi. L’edificio era stato eretto su un terreno donato pro anima ai canonici lateranensi: è per questo che la chiesa ebbe sempre l’obbligo di chiedere la bolla di approvazione al Capitolo Lateranense, al quale doveva pagare ogni anno a titolo di ricognizione una libbra di pepe. Tuttavia, entro il 1387, Santa Caterina passò in patronato al comune di Smerillo.

sabato 8 novembre 2014

I possessi farfensi nella città di Fermo

I farfensi avevano dei possessi nella città di Fermo. Di questi, una volta usurpati dall'Episcopato fermano, non rimase nulla, anche perché si decise di cancellare ogni memoria di un qualche possesso farfense nella città di Fermo.
Da un diploma del 815 rilasciato all’abbazia di Farfa dall’imperatore Ludovico, sappiamo che Carlo Magno aveva confermato all’abbazia di Farfa il possesso del monasterium quod vocatur Sancti Silvestri vel Sanctae Marinae. Per Delio Pacini il monastero doveva trovarsi in contrada Montemarino a Fermo, dov'è la chiesa di San Marino, non lontano da quella di San Silvestro, attestata nel 1227 non lontano dalla chiesa di San Nicola, che ha lasciato la memoria alla contrada San Nicolò tra Montesecco e Capodarco [1].
Nel 967, in un diploma rilasciato da Ottone I, è attestata la curtis Sancti Salvatoris suptus muros civitatis. La corte doveva trovarsi dov'è l'attuale contrada San Salvatore. La chiesa sarebbe stata poi trasferita entro le mura (attuale chiesa San Martino).
Nello stesso documento è ricordata la curtis Sancti Silvestri intra civitatem. Nella lista dei beni farfensi usurpati all’abbazia, redatta da Gregorio di Catino, entro il primo quarto dell’xi secolo, tra quelli nella città di Fermo, è attestata l’ecclesia Sancti Silvestri infra civitatem Firmanam. Una chiesa con questo titolo sembra sorgesse in località Montesecco (frazione Capodarco), stando ad un documento redatto nel 1227.

I possessi farfensi nel territorio di Montefortino (FM)

In località Menderella, su un colle prospiciente il fiume Aso, troviamo la chiesa di Santa Maria. Nella lista dei beni usurpati a Farfa redatta intono al 1020 da Gisone, tra le terre tenute da Iohannes Bufetta cum suis consortibus è attestata la curtem Monaciscam in Manilla prope flumen Asum, l’attuale contrada Monacisco, nella frazione Santa Lucia in Consilvano. Il toponimo Manilla corrisponderebbe all’attuale chiesa di Santa Maria della Menderella o Manerella. La semplice facciata a capanna è aperta da portale arcuato. Il campanile è a vela. L’interno è ad aula unica.

I possessi farfensi nel territorio di Offida (AP)


Prima del 920 il chierico Giovanni, figlio di Galitrude, donò pro redemptione animae al monastero di Santa Maria di Farfa la curtis nuncupata Ophida
Nel 998 è attestato per la prima volta il castrum Offida, donato nel 1039 da Longino di Azzone all’abbazia di FarfaDurante gli anni dell'abate Berardo III (1099-1119) sono attestate per la prima volta nel castello le istituzioni comunali.

I possessi farfensi nel territorio di Montemonaco (AP)

La chiesa di San Giorgio all'Isola

la chiesa di San Giorgio all'Isola, non lontano dal fiume Aso è di fondazione farfense. Sappiamo che nel 996 l'abate di Farfa Giovanni III cedette a Benedetto di Lupone la chiesa di "Sancti Georgii destructam in loco qui dicitur Cerquitus, ad flumen Asum, et vocabulo Ferrarium", dietro il canone annuo di 12 denari da versare al monastero farfense di Santa Vittoria in Matenano.
La torre campanaria dell'edificio è in facciata. L'interno è a due navate. L'affresco dell'altare maggiore, rappresentante i Santi Giorgio, Martino, Pietro, Paolo, Sebastiano e Vittoria, è datato 1535.



sabato 18 ottobre 2014

Gli affreschi della chiesa di San Procolo Monte Vindon Combatte

Nella chiesa di San Procolo a Monte Vidon Combatte sono alcuni affreschi votivi. Nella parete di fronte all’entra, da sinistra sono affrescate alcuni immagini si santi. Nella zona superiore, delimitate da una cornice gotica, troviamo, partendo da sinistra: una Madonna col Bambino, un San Sebastiano, un San Leonardo, e una Madonna col Bambino. Nella stessa parete, ma in un pannello rialzato di circa 40 cm, san Giacomo Apostolo e San Procolo

La Scuola d'Arte di Fermo

Nel 1959 l’architetto fermano Umberto Preziotti ottenne dal Ministero della Pubblica Istruzione di poter aprire a Fermo una Scuola d’arte, per la formazione di capaci maestri artigiani nelle cosiddette arti minori, che potessero acquisire conoscenze più «moderne» (tanti trovarono lavoro anche come designer nell’industria italiana).

giovedì 17 luglio 2014

La chiesa di San Marco a Ponzano di Fermo


La chiesa di San Marco a Ponzano di Fermo, di forme romaniche, la troviamo fuori dall'abitato. La bassa facciata è tripartita da lesene. La torre, nel prospetto, venne ricostruita nel xvii secolo.
L’interno è a tre navate, partite da pilastri. Tuttavia, tra la penultima e l’ultima campata, la partizione è data da colonne. La navata centrale, coperta da capriate lignee, ha sei campate.

venerdì 11 luglio 2014

La chiesa del Santissimo Rosario a Porto San Giorgio


La chiesa del Santissimo Rosario, in piazzale Don Celso Giardinà a Porto San Giorgio,  eretta nel 1728, ha facciata, tripartita da lesene binate su basamento, aperta da portale a timpano triangolare. L’attico è raccordato da due volute laterali. 

giovedì 10 luglio 2014

La chiesa di San Paolo a Monsampietro Morico


Nel Cimitero comunale di Monsampietro Morico, adesso utilizzata come cappella funeraria, troviamo la chiesa di San Paolo realizzata nel XIII secolo in forme romaniche. 

domenica 6 luglio 2014

Breve itinerario nel Cimitero comunale di Fermo

Entrati nella cappella funeraria, subito a destra, è collocata la stele funeraria in marmo verde di don Luigi Falconi († 1880). Il profilo del defunto, datato 1880 dal fermano Salomone Salo­moni, è in marmo bianco di Carrara. Di fronte è murato il monumento Falconi, con in rilievo quattro volti. In alto, contornata da cherubini, è l’effige di Ferruccio Falconi (†1918). In basso, a sinistra, quella di Gaetano Falconi († 1925), a destra, quella di Maddalena Pallotta († 1928). Ultima è quella di Sara Falconi († 1965).
Nella cappella appresso è murato il ricordo di Maria Sacconi († 1867). Nella parete sinistra troviamo quello del marito: Antonio Perpenti († 1886), scolpito da Salomone Salomoni.
Nella cappella del braccio destro, alla parete sinistra, è la lapide funeraria dei conti Luigi Sempronio († 1928) e Giuseppe Sempronio († 1931). I bronzi con i volti dei defunti (1937), sono di Gino Del Zozzo (Fermo, 1909 – Forlì, 1989). Nella cappella appresso è murato un ricordo di Raffaele Vinci († 1866), scolpito nel 1869 da Salomone Salomoni.
La cappella di fronte all’ingresso principale è decorata da un tendaggio dipinto. Nella parete destra troviamo un busto di Francesco Vitali († 1867).
Nell’ultima cappella è collocato il profilo di Adelaide Fiorani (†1871), scolpito da Salomone Salomoni.
Tullo Golfarelli, La Scienza medica cura gli ammalati 
Usciti dalla cappella, dai bracci di questa, partono viali fiancheggiati da singoli monumenti funerari. Tra questi quello neogotico di Giuseppe Fracassetti (†1883), progettato dall’architetto Giuseppe Partini  (Siena, 1842 – Ivi, 1895). Il profilo del defunto (1885), è dello scultore Tito Sarrocchi (Siena, 1824 – Ivi, 1900).
Nella tomba di Giacomo Raccamadoro (†1897), la scultura col profilo del defunto è di Salomone Salomoni.
La tomba Santucci è un’edicola spartita da colonnine tortili. Il busto dell’avvocato Pietro Santucci (1898), è dello scultore fermano Alfonso Bernardini.
La tomba Ciccarelli è decorata da un altorilievo bronzeo di Luigi Contratti, fuso a Torino nel 1921. La tomba del garibaldino Costantino Tamanti († 1882) è una piccola stele a forma di piramide.
La tomba Crocenzi, a forma di tempietto gotico, progettata dall’ingegnere Alessandro Mercuri, venne realizzata da Egidio Gabrielli. L’angelo venne datato 1912 da Romeo Pazzini (Verrucchio, 1852 – Firenze, 1924).
La tomba di Niccola Interlenghi († 1914) è decorata da due angeli realizzati da Egidio Gabrielli.
Nella cappella Berdini, sopra l’entrata, è murato un Crocifisso bronzeo fuso tra il 1930 e il 1935 da Luigi Venzano (Sestri Ponente, 1885 – Ivi, 1962).

sabato 5 luglio 2014

La collegiata dei Santi Giovanni Battista e Benedetto Abate a Montegiorgio


In via Passari a Montegiorgio, salita una breve rampa di scale, troviamo la collegiata dei Santi Giovanni Battista e Benedetto Abate. L’attuale costruzione venne iniziata nel 1782. In quello stesso anno l’arcivescovo di Fermo Andrea Minucci autorizzò la posa della prima pietra. L'edificio venne aperto nel 1789. Nel 1807 la chiesa venne eretta a collegiata. Nel 1824 venne deciso di rifare la volta, allora in precarie condizioni. I lavori, affidati al capomastro Antonio Ferrantini, vennero compiuti nel 1826. Per ampliare l'edificio, vennero sfondati i muri delle cappelle laterali, creando così due strette navate. Nel 1856 venne rifatto il coro, demolendo il vecchio altare ottocentesco.

venerdì 4 luglio 2014

La chiesa di Santa Chiara a Montegiorgio


La chiesa di Santa Chiara a Montegiorgio era un'antica proprietà farfense, passata poi al comune, che nel xv secolo la cedette alle Clarisse. Il coro venne rifatto nel 1786. L'edificio venne ricostruito negli anni 1828-29. Entro quest'ultimo anno, erano terminati i tre altari, intagliati da Giovanni Morelli.

mercoledì 2 luglio 2014

Il castrum di Sant’Andrea a Mare (nel territorio di Cupra Marittima)

Il castrum Sancti Andreae ad Mare, dal XIX secolo unito al territorio di Cupra Marittima, era nel XII secolo giurisdizione dei fratelli Rinaldo e Crescenzio, appartenenti a un ramo dei conti Bonifaci. Entro il 1287 Fermo acquistò da vari signori di Sant'Andrea a Mare ogni giurisdizione sul castrum (del quale rimangono alcune rovine)[1].

Il castrum Poggio Santa Lucia (nel territorio di Mogliano)

Nel 1110 il vescovo di Fermo Azzo dette a Gerardo, del quale non sappiamo altro che il nome, in cambio di alcuni beni, 200 moggi di terra nel Poggio di Santa Lucia (nel territorio di Mogliano), dandogli inoltre la facoltà di costruirvi un castrum, donato nel 1187 da Andrea di Attone di Gerardo al presule fermano Presbitero

martedì 1 luglio 2014

Breve storia di Sant’Angelo in Pontano

Nel XII secolo il castrum Sancti Angeli in Pontano apparteneva ai signori laici. Nel 1252 re Manfredi confiscò Sant'Angelo in Pontano a Bove, Rinaldo e Tommaso, figli di Trasmondo di Trasmondo, per essere passati dalla parte della Chiesa. In poco tempo, gli abitanti del castrum approfittarono della situazione per istituire un proprio Comune. Nel 1263, Corrado Capece, vicario di re Manfredi, dette Sant’Angelo in Pontano a Rinaldo di Brunforte

lunedì 30 giugno 2014

Breve storia di San Benedetto del Tronto

Nel 1146 Berardo e Attone, signori del  castello di Acquaviva, fondarono, alla foce del torrente Albula, il castrum Sancti Benedicti in Albula, fortificando la pieve di San Benedetto (tuttora esistente, seppur ampiamente rimaneggiata nel XVIII secolo su progetto dell'architetto Pietro Augustoni). Tra il 1280 e il 1292 Fermo acquistò dai vari rami dei signori di Acquaviva ogni loro giurisdizione su San Benedetto (Vedi L. Tomei Il Comune a Fermo cit.).

domenica 29 giugno 2014

Breve storia di Cupra Marittima

Dalla fine del secolo X il conte Tasselgardo era il signore dei castra di Marano (attuale Cupra Marittima), Penna (nel territorio di Ripatransone), Gabbiano (nel territorio di Ripatransone) e Rofiano (nel territorio di Ripatransone). 
Nel 1200 Il vescovo di Fermo Presbitero, allora signore di Marano, diedi agli abitanti del castrum la possibilità di eleggere dei propri consoli (poco prima, nel 1194, gli ultimi discendenti di Tasselgardo avena dato la possibilità di istituire un Comune. Nel 1254 Fermo assoggettò alla sua giurisdizione il comune di Marano (Vedi L. Tomei Il Comune a Fermo cit.)

sabato 28 giugno 2014

Breve storia di Loro Piceno

Nei primi anni del XIII secolo il castrum Loro apparteneva ai signori di Villamagna (nel territorio di Urbisaglia), di Mogliano (provincia di Macerata) e di Falerone (provincia di Fermo). Il castrum Lauri ebbe poi dei propri signori. 

venerdì 27 giugno 2014

Breve storia di Gualdo

Nel XIII secolo il castrum di Gualdo appeteneva a Fildesmido,  figlio del conte Rinaldo, signore del castello di Brunforte (nel territorio di Sarnano),  e, poi, a suo figlio Rinaldo II che, nel 1319, vendette per 10. 000 lire di denari ravennati il castrum a Fermo (Vedi L. Tomei Il Comune a Fermo cit.).

giovedì 26 giugno 2014

Breve storia di Grottammare

Nel 1214 il marchese Aldobrandino d’Este, rettore della Marca d'Ancona, cedette il castrum Cryptarum ad Mare (fin dal XII secolo dipendente dall'Episcopato fermano) al Comune di Fermo.

mercoledì 25 giugno 2014

Breve storia di Carassai

L’attuale territorio di Carassai è formato dall'aggregazione delle pertinentiae dei castra di  Camporo, Rocca Montevarmine, Monte Berta e Partino. 
Nei primi anni del XIV secolo la giurisdizione sul castrum Carassalis  apparteneva ai signori di Massa. 

martedì 24 giugno 2014

domenica 22 giugno 2014

Breve storia di Acquaviva Picena

Dal X secolo il castrum di Acquaviva era giurisdizione di miles laici, che poi ottennero il titolo di duchi di Atri. Nel 1407 Fermo conquistò con le armi Acquaviva, tornata ai duchi d'Atri nel 1432. Tuttavia, nel 1447 tornò tra i possessi dei Fermani, che la controllavano tramite un vicario del podestà fermano[1].

sabato 21 giugno 2014

Breve storia di Rocca Montevarmine

Il castrum di Rocca Montevarmine (nel territorio di Carassai, ma proprietà del comune di Fermo) è attestato per la prima volta nel 1060 quando Ardengo ed Elpezone, figli del fu Elpezone, Gisone, figlio di Ranieri, e Fromniano e Attone, figli di Ilperino, donarono all’Episcopato fermano le loro quote di giurisdizione sul castello quod vocatur Monte Guarmini.
Nel 1341 il comune di Rocca  Montevarmine decise di assoggettarsi a Fermo, che lo controllava tramite un vicario del podestà fermano. Prima di quella data la giurisdizione sul castrum apparteneva ai signori di Montappone (provincia di Fermo)Negli anni 1390-93 comprò da questi ultimi Rocca Montevarmine il giurista fermano Matteo di Matteo, che poi lo lasciò all’ospedale di Santa Maria della Carità di Fermo (Vedi L. Tomei Il Comune a Fermo cit.). 

venerdì 20 giugno 2014

Villa Vitali a Fermo e i Musei scientifici della città

Villa Vitali, superato il monastero delle Benedettine, venne ricostruita nel 1854 dall’architetto Gaetano Manfredi, nei pressi della chiesa di San Francesco di Paola, demolita nel 1812. Nel 1860 venne realizzato nel giardino della costruzione un portico neogotico ad archi a sesto acuto: un pergolato una volta coperto da rampicanti. Pilastri polisti sono intervallati da colonne che reggono archi a sesto acuto.

giovedì 19 giugno 2014

La chiesa di San Filippo Neri a Fermo

La chiesa di San Filippo Neri era la sede della Congregazione dell’Oratorio, eretta in città nel 1582. Nel 1592 la Congregazione ottenne l’uso della chiesa di Santo Spirito (xiv secolo), al posto della quale, cambiandone probabilmente l’orientamento, venne edificata l’attuale costruzione, sulla base di un disegno attribuito a Giovan Antonio Dosio (San Gimignano, 1533 - Caserta, 1611). L’edificio, iniziata nel 1594, venne consacrato nel 1607, mantenendo il vecchio titolo dello Spirito Santo. Solo poi, fatto santo Filippo Neri, prese l’attuale titolo.

mercoledì 18 giugno 2014

La chiesa della Visitazione del monastero di Santa Chiara a Fermo


La chiesa della Visitazione, a Fermo, fa parte del monastero di Santa Chiara, fatto edificare nel 1493, col titolo di Santa Maria delle Grazie, da Maria Giacomina, figlia di Leonardo, quale monastero di benedettine. Nel XVII secolo le Clarisse, fino ad allora nel convento di Santa Maria delle Vergini, in fondo all’attuale via don Minzoni (del quale non rimane molto, solo una parte del chiostro, adesso in una abitazione privata), andarono nel monastero di Santa Maria delle Grazie (che poi prese l'attuale titolo).

La chiesa della Visitazione, rimaneggiata negli anni 1851-52, ha interno ad aula unica, coperta da volta a botte lunettata. Le tele dei due altari laterali (xviii secolo), raffiguranti San Francesco che riceve le stigmate e Santa Chiara, sono attribuite a Filippo Ricci. Dietro l’altare maggiore è collocata la Visitazione (xviii secolo), attribuita a Ubaldo Ricci.

Villa Bonaparte a Porto San Giorgio

Villa Bonaparte venne realizzata per Girolamo Bonaparte. Nel 1825 quest'ultimo era a Porto San Giorgio, presso palazzo Trevisani, acquistato quello stesso anno. L’anno dopo iniziarono i lavori per l’ampliamento dell'edificio, su progetto dall’architetto Ireneo Aleandri. 

giovedì 12 giugno 2014

La chiesa di Santa Caterina a Fermo

Poco prima del 1216 tale Costantina fondava in una piccola chiesa un monastero femminile benedettino. Le suore rimasero lì fino al 1460, scacciate “per aver trovate alcune di quelle Monache che facevano malìe...”. Nel 1463 la chiesa di Santa Carina d'Alessandria passò ai iCanonici Lateranensi di S. Agostino che aveva residenza nel monastero di S. Marco alle Paludi, che andarono lì proprio quell'anno. Nel 1475 l'edificio venne ricostruita da tale Ioannes Brentius. Rimane di quest’intervento il rosone nella facciata. Da una Cernita del 1513, sappiamo che si raccoglievano elemosine per la chiesa, consacrata nel 1528.
Nel 1867, a cura del parroco don Serviliano Vecchiotti, sotto la direzione dell’architetto Giovan Battista Carducci, la chiesa venne restaurata e decorata nel 1869 da Giacomo Cordella. Al 25 novembre 1868 data la solenne riapertura al culto. Nello stesso anno la chiesa di Santa Caterina venne ceduta dal Comune di Fermo al parroco dei Santi Cosma e Damiano (allora nel lato settentrionale dell’attuale piazza Ostilio Ricci), in cambio della stessa chiesa sotto la medesima invocazione, demolita per l’apertura di via Roma proprio quellanno, sotto la direzione dell’ingegnere Pietro Dasti, al quale spettò in un primo tempo la direzione dei restauri della chiesa di Santa Caterina, presto passata all'architetto Giovan Battista Carducci. Non è improbabile che l’architetto chiuse le navate laterali, ricavandone così una serie di cappelle: tre per lato. Eliminate due campate, utilizzò lo spazio così ricavato per costruire la cupola, sopraelevando parte della muratura. 
Nella cupola, decorata nel 1869 dal pittore fermano Giacomo Cordella, è raffigurata l’immagine dell’Eterno creatore delle quattro Virtù Cardinali. Nelle vele sono dipinti gli Evangelisti
Le volte del transetto e del presbiterio erano dipinte da decorazioni, realizzate su cartoni di Giovan Battista Carducci. Allo stesso modo sono state decorate le sei cappelle laterali, nelle quali l’architetto pensò di lasciare alcuni antichi affreschi, pertinenti all’antica chiesa, inquadrati in nuovi parti decorative. Il soffitto della navata centrale venne decorato da costoloni, che simulano delle crociere. 
Negli anni 1965-68 vennero realizzati interventi di consolidamento alle murature dell’edificio, tra i quali anche il rifacimento degli intonaci. È stato ipotizzato che a questo intervento deve risalire la copertura dei decori nel transetto e nell’abside. Di questi rimangono alcune fotografie, scattate prima che fossero imbiancate le pareti (con un buon restauro, ritengo, che potrebbero essere ripristinate). 

mercoledì 14 maggio 2014

Gli aspetti urbanistici di Montappone e le chiese di Santa Maria e San Giorgio e di Santa Maria in Castello



L’urbanizzazione del paese è nel fondovalle, in quello che era nel 1859, come scrive Vincenzo Vitali Brancadoro nelle sue Memorie storiche e statistiche di Montappone, “un sobborgo in amena postura con varie case, pressochè tutte pulitamente fabbricate, che ne adornano l’ampia via, a capo di cui è una chiesetta suburbana, nominata la Madonna di Villa”, edificio, quest’ultimo, dove poi venne eretta l’attuale parrocchiale di Santa Maria e San Giorgio. La facciata è in stile neogotico, così come l’interno a tre navate.

martedì 13 maggio 2014

La chiesa della Madonna del Carmine o Carmelo, o Madonna di Pompei a Montappone


In contrada Selva, a Montappone, troviamo la chiesa della Madonna del Carmine o Carmelo, o anche Madonna di Pompei, eretta nel XVIII secolo, ma rimaneggiata agli inizi del secolo scorso. 

lunedì 12 maggio 2014

La chiesa di San Filippo Neri a Montappone


La piccola chiesa di San Filippo Neri, in località Tarucchio a Montappone, eretta nel 1838 ha facciata, entro pilastri d’angolo, aperta da portale arcuato, sormontato da un piccolo oculo tamponato. 

domenica 11 maggio 2014

Lo stemma di Fermo di Oliviero Spinucci del 1630

In una mappa della città di Fermo, disegnata nel 1630, è rappresentato lo stemma cittadino: uno scudo inquartato con croce patente sulla sinistra nel primo e quarto e con aquila nera, coronata con le ali aperte e zampe spiegate, nel secondo e terzo. 

sabato 10 maggio 2014

Il bosco di Smerillo e La Fessa

Il bosco di Smerillo, dal 1979 Area floristica protetta della regione Marche, lo troviamo lungo le pendici occidentali del monte Falcone negli attuali territori dei comuni di Smerillo (FM), di Montefalcone Appennino (FM) e di Monte San Martino (MC). 

venerdì 9 maggio 2014

I musei di Smerillo

In via Amedeo Corrado Nobili a Smerillo, in una moderna costruzione (l’ex scuola elementare di Smerillo), è allestito il Museo dei fossili e dei minerali, aperto nel 1992. Nella prima sezione, in un unica sala, sono i minerali. Nelle altre tre sale, sono esposti fossili provenienti perlopiù dal vicino monte Falcone, risalenti al Pliocene medio inferiore (3,5 milioni di anni fa). 
Nello stesso edificio troviamo la M.A.C.S. - Museo d'arte contemporanea Smerillo realizzato nel 1998 con la collaborazione dell’Associazione culturale “Alberto e Umberto Peschi” per le arti visive di Macerata. Lì sono esposte un centinaio opere più artisti marchigiani.

giovedì 8 maggio 2014

La chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Monterubbiano


In frazione Rubbianello di Monterubbiano troviamo la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, consacrata nel 1932 dall’arcivescovo di Fermo Carlo Castelli. 

mercoledì 7 maggio 2014

Il ghetto ebraico di Monterubbiano


In via Garibaldi a Monterubbiano era il ghetto ebraico. Fin dal XIII secolo, è documentata nella cittadina la presenza di una comunità ebraica.

martedì 6 maggio 2014

La chiesa di Sant'Agostino a Monterubbiano

Lungo corso Italia, in piazza del Mercato a Monterubbiano, troviamo la chiesa di Sant'Agostino, appartenuto agli Agostiniani, attestati nella cittadina dalla metà del XIII secolo. L’attuale edificio, costruito nel 1436, venne ricostruito tra la fine del xviii secolo e gli inizi del successivo. Tra il 1925 ed il 1939 nuovi lavori vennero affidati all’architetto Carlo Calzecchi Onesti. Della decorazione dell’interno se ne occupò Antonio Lanave (Bari 1878 - Ivi, 1953)
La semplice facciata a capanna, compresa tra pilastri angolari, è aperta da portale a timpano triangolare. Sopra a questo troviamo un finestrone rettangolare.
Nel prospetto è apposta una meridiana con l’iscrizione dipinta: tempus fugit / virtus manet, restaurata nel 1990 in occasione del II Seminario Nazionale di Gnomonica, su una più antica, del xix secolo, della quale era rimasto solo lo gnomone.

domenica 4 maggio 2014

Palazzo Onesti a Monterubbiano

In fondo a piazza Temistocle Calzecchi Onesti a Monterubbiano troviamo palazzo Onesti, fatto costruire nel 1562 (data incisa sull’architrave di una finestra del piano primo), da Orfeo Onesti,  probabilmente su un precedente palazzo. 

sabato 3 maggio 2014

Il giardino pubblico “Giacomo Leopardi” a Monterubbiano

Su Colle Coccaro, prima di entrare nell'abitato di Monterubbiano,  troviamo il giardino pubblico “Giacomo Leopardi”, detto comunemente parco di San Rocco, in quanto qui era la chiesa dedicata al santo protettore contro la pesta, eretta nel 1527 a spese della comunità come ex-voto per essere scampata a una pestilenza.

venerdì 2 maggio 2014

La Pinacoteca comunale di Monterubbiano


Nella sala del Consiglio del Palazzo comunale di Monterubbiano e, in locali adiacenti, è allestita la Pinacoteca comunale, aperta al pubblico nel 1994.
La sala (xix secolo), illuminata da sei bifore con vetri policromi, è coperta da un soffitto a cassettoni lignei, dipinto con triangoli colorati dai colori civici: bianco e rosso.
La Pinacoteca comunale conserva dipinti per lo più provenienti da edifici di Ordini religiosi soppressi in seguito al decreto n. 705 del 1861, emanato del regio commissario Lorenzo Valerio, che regolava la soppressione delle corporazioni religiose con la devoluzione al Demanio dei loro beni.

giovedì 1 maggio 2014

La chiesa di San Pietro in Penne a Montefalcone Appennino

La chiesa di San Pietro in Penne a Montefalcone Appennino venne eretta nel XIV secolo. Un primo parziale rifacimento risale al XVII secolo, quando, oltre ad aggiungere le due cappelle laterali, venne costruito l’abside. Il campanile venne modificato nel XIX secolo.

mercoledì 30 aprile 2014

La chiesa di San Michele Arcangelo a Montefalcone Appennino

In largo del Concordato a Montefalcone Appennino, sopra uno strapiombo roccioso, si trova la chiesa di San Michele Arcangelo, ricostruita nel 1821-24 sull’antica parrocchiale dei Santi Michele Arcangelo e Pietro dal Comune di Montefalcone, grazie ai 3.000 scudi donati dal montefalconese Livio Palmoni, cocchiere di papa Pio VII.
L’interno è a croce greca, con cupola emisferica all’incrocio dei bracci. La chiesa ha quattro cappelle laterali: solo due però sono aperte. Le altre, per l’appunto, sono chiuse. Dietro l’altare maggiore è collocata la tela centinata raffigurante San Michele Arcangelo (xviii secolo).
Nel 1822-24 il pittore don Giuseppe Toscani decorò le pareti dell’interno. Lungo gli arconi delle cappelle sono le figure del Redentone e delle tre Virtù Cardinali: Fede, Speranza e Carità. Nei pennacchi della cupola l’artista raffigurò gli evangelisti. Nei lati del presbitero sono due dipinti rappresentanti l’Ultima Cena e l’Adorazione dei Pastori




martedì 29 aprile 2014

Il Polo museale “Palazzo Felici” di Montefalcone Appennino

Palazzo Felici (XVIII secolo) a Montefalcone Appennino ha doppio accesso sul prospetto principale. Nel prospetto inferiore restano le sagome dei vecchi archi portanti. Nell’androne è collocato lo stemma della famiglia Felici. Nel piano nobile le superfici murarie sono decorate da grottesche. Nel secondo piano erano i locali della servitù.
L'edificio è la sede del Polo museale “Palazzo Felici”, nel quale è allestito il  Museo dell'Alamanno dov'è esposto un polittico realizzato negli anni 1470-75 per la chiesa dei Minori Osservanti di San Giovanni Battista a Montefalcone Appennino dal pittore crivellesco Pietro Grill, conosciuto come Pietro Alamanno (Furth bei Göttweig, tra il 1430 e il 1440 – Ascoli Piceno, 1498).

lunedì 28 aprile 2014

Palazzo Vitali, o Raccamadori, a Fermo

Palazzo Vitali, già Sansoni Raccamadori, in piazza del Popolo a Fermo, venne realizzato nell'ultimo quarto del xviii secolo dall'architetto Pietro Augustoni (Como, 1741 – Fermo,  1815), su un progetto attribuito a Luigi Vanvitelli (Napoli, 1700 – Caserta, 1773)[1]. Un'attribuzione, seguita dalla maggior parte della storiografia locale, da respingere però, riportando il progetto all'architetto Pietro Augustoni.
Trascrizione dell'iscrizione del 1712
L'attuale costruzione venne realizzata rimaneggiando un precedente edificio del 1712, commissionato dall’abate Ludovico Sansoni, su un palazzetto iniziato nel 1585 da Vincenzo Sansoni, ma presto lasciato incompiuto, come attesta una lapide perduta ma conosciuta da una trascrizione fattane da Gaetano De Minicis[2]. Scrive quest'ultimo, nella nota corrisponde, che l'iscrizione "Videsi sopra l’arco del portico della piazza, il quale da l’ingresso principale al palazzo una volta Sansoni Raccamadori. Ne fu tolta dopo che lo acquistarono i figli ed eredi di Alessandro Vitali odierni proprietari". 

domenica 27 aprile 2014

La chiesa di San Marone a Monteleone di Fermo

La chiesa di San Marone a Monteleone di Fermo, eretta per il convento degli agostiniani, soppresso nel 1652, nel 1669 aveva il titolo di Santo Stefano. Nel 1844 l'edifico era chiuso per restauri non ancora realizzati. Il presbiterio, retto da due pilastri nella cripta sottostante, venne probabilmente costruito di lì a poco. Nel 1925 vennero iniziati lavori di ammodernamento, che proseguirono fino al 1930. In quegli anni venne realizzata l'attuale volta della navata. Negli anni ’60 del secolo scorso, il campanile, utilizzando i mattoni della demolita chiesa rurale di San Marone (dalla quale prese il titolo l'edificio).

In facciata sono due cornici di forma quadrata a rilievo, disposte in maniera simmetrica rispetto al portale. Sopra a questo è aperto un piccolo oculo, realizzato negli anni 1925-30 chiudendo una precedente finestra rettangolare.

sabato 26 aprile 2014

La chiesa di Sant'Antonio di Padova a Montefalcone Appennino


La chiesa di Sant'Antonio di Padova a Montefalcone Appennino, venne eretta nel 1622 come cappella privata dei principi Orsini. Nel 1980, a seguito di un terremoto, la volta venne sostituita da capriate lignee.

venerdì 25 aprile 2014

Frazione Curetta di Servigliano e la chiesa di Santa Maria delle Piagge

Frazione Curetta deve il suo nome alla cura parrocchiale istituita nel 1783 nella chiesa di Santa Maria delle Piagge, realizzata nel 1702. Quando l’arcivescovo di Fermo Andrea Minucci eresse l'edificio a parrocchia vennero commissionati lavori di ampliamento, affidati all’architetto Luigi Paglialunga. Nel 1818 sono attestati lavori al campanile. La costruzione, restaurata negli anni 1982-88, venne dedicata alla Madonna della Consolazione nel 2000.

giovedì 24 aprile 2014

La chiesa di San Biagio, o dell'Addolorata, a Monte San Pietrangeli


La chiesa di San Biagio, o dell'Addolorata, in borgo Regina Margherita a Monte San Pietrangeli, realizzata tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo, ha facciata a timpano triangolare, compresa entro due lesene angolari. Il cornicione marcapiano partisce il prospetto in due ordini. 

mercoledì 23 aprile 2014

La chiesa del Santissimo Crocifisso a Monterubbiano

La chiesa del Santissimo Crocifisso di Piano Nuovo a Monterubbiano, fatta costruire dal 1595 al 1600 dal Comune di Monterubbiano e da monsignor Paolo Pagani, ha  facciata incompiuta, preceduta da un atrio porticato formato da tre archi ad arco a tutto sesto.