venerdì 31 gennaio 2014

Le Stanze sopra la morte di Rodomonte. Il primo libro stampato a Fermo

Riedizione anastatica delle
Stanze sopra la morte di Rodomonte
Nel 1576 (una data piuttosto tarda, rispetto ad altre città), venne introdotta a Fermo l’arte tipografica. La prima edizione a stampa degli Statuta firmanorum era stata impressa a Venezia nel 1507 per conto di Marco Martelli, cittadino di Fermo e Venezia, dagli editori Niccolò Brenta e Alessandro Bindoni, mentre la prima edizione fermana, per i tipi di Sertorio Monti, porta la data del 1589.
Astolfo Grandi (Verona, attivo dal 1559 – …, 1579) chiese alla Cernita fermana il permesso di installare in città un’officina tipografica, con una petizione discussa nel 1576. Ben prima del 1576, nell’anno 1532, Astolfo Grandi (allora uno dei tanti tipografi itineranti), dava alle stampe il primo libro uscito a Fermo: le Stanze sopra la morte di Rodomonte, del cronista e poeta girovago Cristoforo Scanello, detto il Cieco di Forlì (Forlì,… – …, dopo il 1593): una rielaborazione di un episodio del I libro della Marfisa di Pietro Aretino[1].



[1] R. M. Borraccini Verducci, Astolfo Grandi e i primordi dell’arte tipografia, in I Beni Culturali di Fermo e Territorio. Atti del convegno di studio, Fermo, Palazzo dei Priori, 15-18 giugno 1994, a cura di E. Catani, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Fermo 1996, p. 343.



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