venerdì 24 gennaio 2014

Il teatro dell'Aquila a Fermo

Il teatro dell’Aquila a Fermo, in via Mazzini, venne realizzato su progetto dell’architetto Cosimo Morelli (Imola, 6 ottobre 1732 - Ivi, 26 febbraio 1812). 
La prima sala destinata ad attività teatrali nella città era stata ricavata fin dalla seconda metà del xvi secolo nel secondo piano del Palazzo dei Priori, dov’è adesso la sala del Mappamondo), utilizzata fino a quando venne trasformata in biblioteca. Nello stesso tempo venne adibita, sempre all’interno dello stesso edificio, una nuova sala per le rappresentazioni teatrali: l’attuale sala dei Ritratti. Tuttavia, dopo l’incendio scoppiato nel 1774, venne decisa la costruzione di un teatro fuori dal Palazzo dei Priori.
Nel 1779 venne incaricato del progetto l’architetto Cosimo Morelli. Il palcoscenico era a tre bocche per l’allestimento simultaneo di tre diverse scene poste in parallelo. Il giro dei palchi, seguendo la pianta ellittica, proseguiva penetrando entro lo stesso palcoscenico. Il boccascena, tripartito da tre archi, avrebbe dovuto risolvere il problema della rappresentazione di scene simultanee nell’azione teatrale. La direzione dei lavori, iniziati nel 1780, venne affidata dell’architetto fermano Luigi Paglialunga. Nel 1790 venne fatta un’apertura di prova con l’oratorio La morte di Abele di Giuseppe Tommaso Giovanni Giordani o Giordano, detto il Giordaniello (Napoli, 19 dicembre 1751 - Fermo, 4 gennaio 1798), direttore della Cappella musicale metropolitana. Il teatro venne inaugurato l’anno dopo. Nel 1795 Giuseppe Lucatelli, nato nel 1751 a Mogliano, realizzò la decorazione pittorica. L’anno dopo, una volta compiuti i lavori, venne riaperto il teatro. 
Nel 1798 venne eliminato il boccascena tripartito, che rendeva difficile l’utilizzo della scena, ricavandone altre due file di palchi per lato. Le rappresentazioni vennero riprese nel 1800.
Nel 1828 il pittore romano Luigi Cochetti realizzò la decorazione della volta rappresentante Gli dèi dell’Olimpo intenti al canto d’Apollo. Nella parte bassa del dipinto è raffigurata la danza delle sei Ore Notturne.
Lo stesso artista preparò anche il sipario raffigurante Armonia consegna la cetra al Genio fermano (tuttora utilizzato). Dietro il gruppo in primo piano è dipinta l’allegoria del fiume Tenna. Nel 1829 Alessandro Sanquirico (Milano, 27 luglio 1777 - Ivi, 12 marzo 1849), scenografo del teatro alla Scala di Milano, realizzò nuovi fondali scenici, tuttora conservati.
Nel 1861 venne mandato in scena per la prima volta in Italia il dramma La morte civile di Paolo Giacometti (Novi Ligure, 19 marzo 1816 - Gazzuolo, 31 agosto 1882). Nel 1876-78 vennero rifatti gli arredi dei palchi, rifiniti con carta da parati in moiré rosso, colore che ancora adesso caratterizza l’interno dell’edificio.
Nel 1920-26 dovette essere rinnovata l’orchestra, a causa del crollo del pavimento di un palco nel primo ordine. I lavori, diretti dall’ingegnere fermano Domenico Perugini, portarono alla creazione del golfo mistico: la parte del palcoscenico riservata all’orchestra. Il teatro, chiuso nel 1984, venne riaperto nel 1997.
Il foyer è costituito da quattro sale comunicanti. Nelle pareti sono murati alcuni medaglioni scolpiti con i ritratti di famosi artisti che hanno calcato il palcoscenico del teatro dell’Aquila.
La platea è a pianta ellittica. I palchi, su pilastrini, hanno semplici parapetti continui, decorati da motivi neoclassici in stucco dorato. Il lampadario venne acquistato nel 1830 a Parigi.