venerdì 24 gennaio 2014

La chiesa di San Domenico a Fermo

Stando a una perduta cronaca, conosciuta da una trascrizione, nel 1214 papa Innocenzo III inviò in Provenza a combattere gli Albigesi don Giovanni Paccaroni, rettore della chiesa di San Tommaso di Canterbury, che lì avrebbe incontrato san Domenico, arrivato a Fermo nel 1216. Don Giovanni, da tempo rientrato in città, cedette ai Domenicani la chiesa della quale era rettore. Tuttavia, come ha fatto notare Lucio Tomei, è poco probabile, che papa Innocenzo III possa aver affidato la lotta all’eresia a un oscuro sacerdote fermano. Nulla vieta, però, di credere che gli esordi del primo insediamento domenicano a Fermo siano legati alla donazione del parroco di San Tommaso, anche se è improbabile che egli sia stato un Paccaroni, che probabilmente commissionarono la perduta cronaca, anche perché nella chiesa avevano la loro cappella terminata nel 1480, con il lascito testamentario di 300 fiorini fatto da Antonio Paccaroni, morto nel 1373. Nel 1233, sempre stando alla cronaca, venne posta la prima pietra della chiesa.


Nel 1693 vennero realizzati gli altari laterali. In quell’anno le navate da tre passarono a una. La cappella dei Paccaroni, adesso intitolata al Santissimo Sacramento, venne divisa in due vani, a mezzo di un muro trasversale (aspetto che mantiene tuttora).

Negli anni 1846-48, a causa di un terremoto che dovette rendere pericolante l’edificio, venne nuovamente restaurata la costruzione. Durante quei lavori le capriate lignee di copertura vennero sostituite da una volta a botte.

La facciata è aperta da portale datato 1455. Le ghiere sono decorate da motivi vegetali intagliati nel cotto. Entro una nicchia della cuspide è collocata la statua di San Domenico.
L’altare maggiore della chiesa venne consacrato nel 1422 dall’arcivescovo di Corinto, col consenso del vescovo di Fermo Giacomo II Migliorati. La mensa è formata da una lastra di travertino sostenuta da arcatine a tutto sesto, dentro le quali sono inscritti trilobi, rette da colonnine. I capitelli sono tutti decorati.
I pannelli del coro ligneo vennero intagliati nel 1448 da Giovanni di Stefano da Montelparo. La tribuna di legno bianco, realizzata nel 1695 da Benedetto Antolucci, venne dorata nel 1722. L’organo, costruito nel 1803, è di Gaetano Antonio Callido.
L’oratorio del Santissimo Sacramento o del Santo Rosario, accanto alla chiesa, parte del corpo dello stesso edificio sacro, venne rimaneggiato nel xv secolo. La costruzione era la sede della Confraternita del Rosario, qui stabilitasi con istrumento del 1643.
Il portale è del xv secolo. La linea di gronda del prospetto è decorata da archetti pensili trilobati. L’interno è ad aula.