giovedì 27 febbraio 2014

Villa Vinci a Fermo

Villa Vinci a Fermo, nel piazzale del Girfalco, venne realizzata dov'era il convento dei Cappuccini, soppresso  nel 1808 dal regime napoleonico. Nel 1810 dopo il demanio mise l’ex complesso cappuccino in vendita mediante asta pubblica. Nel 1811 ne entrò in possesso il conte Francesco Paccaroni. Dov'era la chiesa dei Cappuccini venne eretta la parte principale della villa. Dopo la caduta di Napoleone, i Cappuccini tentarono di ritornare in possesso del loro convento, passando presto  alle vie legali. La disputa terminò nel 1819 a favore di Francesco Paccaroni. 
La villa venne modificata un’ultima volta negli anni ’70 del xix secolo dall’architetto Giovan Battista Carducci (Fermo, 1806 - Magliano di Tenna, 1878), che modificò la facciata in forme neoclassiche. Nel 1891 villa Paccaroni venne acquistata dal conte Guglielmo Vinci (dal quale prese l'attuale nome).
Il prospetto, partito da lesene ioniche nella fronte del piano nobile, è preceduto da un pronao tetrastilo a quattro colonne tuscaniche, che sorregge una grande balconata. La cancellata tripartita è sostenuta da pilastri in mattoni a bugnato, sui quali poggiano vasi. 


L'architetto Giovan Battista Carducci realizzò il disegno dell’ampio androne al piano terra. Nel primo piano, quello del salone centrale, con la volta decorata da comparti a grottesche, realizzati dai fermani Giovanni Nunzi, Alderano Morettini e Luigi Maranesi. 
Il grande parco sul retro della villa venne progettato dall'architetto Giovan Battista Carducci come una sorta di “foresta tenebrosa” (un giardino all'inglese), entro una esedra circolare che arginava la vegetazione con scale, pilastri e balaustre. Tuttavia, nella realizzazione venne preferito un giardino all’italiana, risistemato nel 1946 dal paesaggista fiorentino Pietro Porcinai, rovinato dalla presenza da truppe straniere che avevano occupato la villa durante la seconda guerra mondiale. Il giardino  all’italiana, formato da quattro aiuole di forma regolare, ha, al centro, una vasca ovale con ninfee.

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