domenica 2 febbraio 2014

Storia di Firmum Picenum

Nel 264 a.C. i Romani fondarono la colonia di diritto latino Firmum, così chiamata ricavando il nome dalla sostantivazione dell’aggettivo firmus (fermo). Le colonie di diritto latino, legate a Roma da un patto federativo, avevano piena autonomia amministrativa e, in qualche caso (come Firmum), il diritto di battere moneta, ma non avevano diritto di voto, a differenza delle colonie di diritto romano, dov’erano insediati esclusivamente cittadini romani che mantenevano tutti i loro diritti. Per la fondazione della città di Firmum dovettero partecipare: cittadini romani, latini e popolazioni alleate con l’Urbe. L’aggiunta del cognomem Picenum al nome della città è probabile che sia avvenuta dopo la fondazione in età sillana, se non triumvirale, di Firmum Apulum (nell’attuale provincia di Foggia).
Nella seconda guerra punica del 218-202 a.C. la città, al contrario di tante altre d’Italia, restò dalla parte dei Romani. Durante la battaglia combattuta contro l’esercito di Antioco III il Grande (191 a.C.), il passo delle Termopili venne forzato da un contingente fermano. Nella guerra contro i Macedoni a Pidna (168 a.C.), una cohors Firmana è attestata nel presidio degli accampamenti di Lucio Emilio Paolo. Nel 90 a.C., durante la guerra sociale, Gneo Pompeo Strabone, sconfitto dagli eserciti degli Italici, trovò rifugio a Firmum, aspettando lì l'arrivo di rinforzi. 

La città, dopo la promulgazione della Lex Iulia de civitate, che concedeva la cittadinanza romana a tutte quelle comunità che non aveva preso parte alla guerra sociale, passò da colonia a municipium: una comunità che manteneva una certa autonomia.
La città, come abbiamo potuto vedere, è attestata quale fedele alleata nelle tante guerre combattute da Roma. Per questo, probabilmente nel Rinascimento, venne composto il motto Firmum firma fides romanorum colonia, tuttora nel moderno stemma comunale.
In una lettera del 49 a.C. di Pompeo Magno è ricordata la presa della città da parte di Gaio Giulio Cesare.
Da alcuni carmina di Catullo sappiamo che Mamurra, praefectus fabrum di Cesare in Gallia aveva una tenuta nel Fermano.
Cicerone nel De divinatione parla di Lucius Tarutius Firmanus, esperto astrologo, che calcolò il giorno della fondazione di Roma. Non sappiamo se quel Firmanus sia un aggettivo d’origine, o un semplice cognome, che tuttavia dovrebbe rinviare alla città di FirmumIn una lettera scritta nel 49 a.C. da Pompeo Magno a Lucio Domizio Enobarbo è ricordata la conquista di Firmum da parte di Cesare all’inizio di quella ch’è stata chiamata dalla storiografia la seconda guerra civile, conquista della quale peraltro dette notizia lo stesso Cesare nei Commentarii belli civilisFirmum, durante la guerra dichiarata da Antonio al Senato, promosse una raccolta di denaro tra i municipi d’Italia a favore di quest’ultimo. Non sappiamo se per questo, dopo la battaglia di Filippi del 42 a.C., sconfitte le armate repubblicane, la città venne punita con la deduzione nel 41 a.C. di una legione sul suo territorio.
L’insediamento di veterani provocò sconvolgimenti nell’assetto del territorio. Alcune terre non assegnate (subseciva) diedero il via ad una lite tra Firmum Picenum e Falerio Picenus (Piane, frazione di Falerone), risolta solo dall’intervento dell’imperatore Domiziano, con un rescritto dell’82 d.C. a favore di quest’ultima città. 
Nel periodo imperiale (secoli i-iii d.C.) Firmum Picenum era una delle tante città dell’Impero. Tuttavia, l'importanza fermana nell’amministrazione romana, è attestato ancora tra il ii ed il iii secolo d.C. dalla presenza in città di uno iuridicus, curator rei publicae: nera[tius] m[arcellus?], alto funzionario della Roma imperiale.
Nel 408-10 i Visigoti di Alarico erano in Italia. Stando allo storico bizantino Zosimo, i barbari devastarono il Picenum (attuale regione Marche). È improbabile, penso, che la città, così "isolata", potesse essere stata aggredita.


Per queste notizie vedi Firmum Picenum I, a cura di L. Polverini, N. F. Parise, S. Agostini e M. Pasquinucci, introduzione di E. Gabba, Giardini editori e stampatori, Pisa 1987.


Per la topografia della città romana vedi questa voce del blog  Firmum Picenum. Topografia della città romana

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