mercoledì 5 febbraio 2014

Il Palazzo dei Priori a Fermo

Il Palazzo dei Priori, attuale sede di rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Fermo, prende il nome dal fatto che negli ultimi anni del XIV secolo andarono lì a svolgere le loro funzioni i priori di Fermo. L'allora edificio, più piccolo rispetto all’attuale, era stato il Palazzo del capitano del Popolo, realizzato dal comune di Fermo ammodernando un edificio privato acquisto negli ultimi anni del XIII secolo, attiguo alla chiesa di San Martino (poi, come vedremo, riutilizzata per ampliare l'edificio). 
Da alcuni inventari scritti durante il vicariato su Fermo di Ludovico Migliorati, Lucio Tomei ha potuto ricavare una descrizione di come doveva allora presentarsi la costruzione. È probabile che la costruzioni era a tre livelli, aperta da un loggiato. Nel piano terra, verso piazza, era stata costruita una sala per le riunioni. Una sala più grande era al primo piano. Nel salone era collocata un’aquila in gabbia, che diede poi il nome alla sala del Consiglio (a volte la stessa Fermo, è detta la città dell’Aquila). Nell’ultimo piano, erano state realizzate le stanze private dei priori.
Nel 1446, dopo la cacciata degli Sforza, vennero stanziati fondi per la ricostruzione dell’edificio, rovinato durante l'ultimo anno della signoria di Francesco Sforza. I lavori di sistemazione durarono fino al 1447. Nel 1463 sappiamo che venne deciso un nuovo stanziamento per il Palazzo dei Priori, terminato nel 1525 (i lavori consistettero in un allargamento dell’edificio).
Nel 1586 venne proposto di dedicare una statua a papa Sisto V, ch'era stato vescovo di Fermo negli anni 1571-77. La scultura venne realizzata entro il 1590 da Accursio Baldi (Monte San Savino, notizie 1579 - 1607), scultore toscano attivo nella Marca. Nel 1589 vennero deputava alcuni cittadini a sovrintendere alla ristrutturazione della facciata del Palazzo dei Priori pro collocatione statue Sanctitatis Domini nostri (la sistemazione arrivata fino a noi).
Nel 1611 i Fermani ottennero il permesso di demolire la chiesa di San Martino, per riutilizzarne le murature, in modo da allargare il Palazzo dei Priori. I lavori, iniziati nel 1593, vennero ripresi solo una ventina di anni più tardi, tanto da essere completati entro il primo ventennio del xvii secolo.
Il prospetto ha cornicione davanzale in pietra retto da mensole. Durante l’occupazione francese della città vennero levate le lapidi murate nella facciata dell’edificio.
La statua di Papa Sisto V, sopra la doppia scalinata, rappresenta il pontefice benedicente assiso su un trono decorato da protomi leonine.

Sale di rappresentanza 

Nell’atrio, al primo piano, lungo la parete sinistra, è murato un rilievo con lo Stemma di papa Bonifacio IX, già nel Palazzo degli Studi. L’iscrizione: bonifacio viiii / tomacello neapolitano / pont(ifex) opt(imo) max(imo) / benefactori s(enatus) p(opolus)q(ue) f(irmanus), fa riferimento alla concessione accordata dal pontefice a Fermo di uno Studio. Poco più avanti è murato un fregio scolpito del xv secolo, proveniente da palazzo Euffreducci, decorato in rilevo con due delfini e sette angeli musicanti, attribuito, pur con qualche dubbio, a Marino da Venezia. L’iscrizione recita: pax huic domui et omnibus abitantibus in eam ("Pace a questa casa e a tutti i suoi abitanti").
Come accesso alle sale che ospitano una piccola mostra della raccolta archeologica comunale è utilizzato un portale datato 1525. Lungo l’architrave troviamo l’iscrizione: firmi firma fides genus alto sanguine rome / ducit et inde crucis regia signa tenet. La collezione archeologica era stata costituita fin dal 1890 come raccolta annessa all’allora Biblioteca comunale, quasi una galleria antiquaria. Nel 1956 la collezione venne trasferita all’interno della più piccola cisterna romana, in largo Temistocle Calzecchi Onesti, dove venne allestito l’Antiquarium, aperto nel 1981, smantellato, però, nel 2000 circa. Solo una piccola parte dei reperti hanno trovato collocazione in alcune sale del Palazzo dei Priori. Dall’atrio entriamo nelle sale di rappresentanza del primo piano, riallestite nel 2007. La sala dei Ritratti, la più grande dell’edificio, in passato era utilizzata per rappresentazioni teatrali. Lungo le pareti sono appesi dei ritratti. I più grandi raffigurano cardinali fermani. Completano la piccola quadreria ritratti di artisti, letterati, scienziati e condottieri italiani, donati dal genovese Domenico Pinelli, fatto cardinale da papa Sisto V nel 1585. L’anno prima, quest’ultimo, aveva avuto i ritratti poi ceduti a Fermo dal cardinale Alessandro de’ Medici, poi papa Leone XI. La sala degli Stemmi è decorata, al centro della volta, dallo stemma cittadino. Nel fregio lungo le pareti sono raffigurati gli stemmi dei castra dello Stato di Fermo. Nella sala dell’Aquila sono tenute le riunioni del Consiglio comunale. Le tempere che la decorano, del 1762, sono dipinte da Pio Panfili.

Pinacoteca comunale 

Nel secondo piano dell’edificio, dal 1986, è allestita la Pinacoteca comunale. Fino al 1959 la collezione pittorica era esposta nelle sale di lettura dell’attuale Biblioteca civica “Romolo Spezioli”. In quell’anno, parte della collezione, venne utilizzata per arredare le sale di rappresentanza del Palazzo dei Priori. Nel 1981 i dipinti vennero spostati nell’attuale collocazione.  

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