venerdì 14 febbraio 2014

L’Erbario-Lapidario della Biblioteca civica "Romolo Spezioli" di Fermo

L’Erbario-Lapidario (Ms. 18) della Biblioteca civica "Romolo Spezioli" di Fermo, nel folio I, riporta la nota: “Se questo libro mai si perdesse in mano / di persona acapitassse se il nome / del patro[n] non si sapesse legere / questi versi di soto aduno. / Flamiano Mancinelli io / so chiamato”. 
Nel folio 181r leggiamo: “Leonardus Macinellus scribebat 1578”. Leonardo Macineli, canonico maceratese del xvi secolo,  ha lasciato il suo nome anche in altri volumi della Biblioteca civica "Romolo Spezioli". Nel folio 143r, troviamo scritto: “...io Ghirardo Cibo scrissi alli 8 di gennaro del 1558”. Probabilmente il manoscritto appartenne a quest’ultimo, erborista genovese, vissuto per più di trent’anni ad Arcevia.
Il codice è una miscellanea. L’apparato decorativo, realizzato alla metà del  xv secolo, distinto dal testo, è collocato nella prima parte. I primi 115 fogli riportano le illustrazioni acquerellate 
a piena pagina di più di 200 erbe (probabilmente realizzate da mani diverse).
La mandragola è raffigurata con la radice a forma di corpo umano (In primavera questa assume un aspetto antropomorfo). Lì accanto troviamo un cane morente, legato con una cordicella alla radice della mandragola. Stando alla tradizione, per estirpare questa pianta senza morire (quest'ultima, appena tirata fuori dal terreno, emetteva urla talmente strazianti che portavano alla morte), bisognava utilizzare un cane che, legato alla pianta, tirando la corda, avrebbe estirpato la radice. 
Un’ampia trattazione sulle erbe, con indicazioni sulle composizioni di alcune ricette, è posta a chiusura del volume.

Vedi scheda di M. G. Ciardi Duprè dal Poggetto, in Il Gotico Internazionale a Fermo e nel Fermanocatalogo della mostra, Fermo, Palazzo dei Priori, 28 agosto - 31 ottobre 1999, a cura di G. Liberati, Sillabe, Livorno 1999, pp. 175-176, con bibliografia precedente.

Nessun commento:

Posta un commento