martedì 4 febbraio 2014

La Marca fermana

Pianta del 1803 della Marca fermana
Immagine rilasciata con licenza PD-Art
Nel 983, in un diploma emanato dall'imperatore Ottone II, è per la prima volta attestata in un documento pubblico la marka Firmana. Con il termine marka o marchia (dal tedesco mark=confine), era indicato un territorio di confine, formato da più contee, retto da un margravio (markgraf) o marchese (marchio). 

Il termine marka, nel Fermano, per quanto mi riguarda, era più che altro un’espressione geografica, che stava a indicare il territorio del ducato di Spoleto al di qua degli Appennini, al confine con il Regno di Napoli [1]. Non era in pratica un qualche apparato amministrativo. Francesco Pirani scrive che per il Fermano questo "titolo" di Marca “non aveva altro significato se non quello di indicare una vasta circoscrizione”[2].
Nel 1078 papa Gregorio VII scomunicava i Normanni qui invadere terram Sancti Petri laborant, videlicet Marchiam Firmanam, Ducatum Spoletanum etc. Nel 1079 l’imperatore Enrico IV dette la giurisdizione sulla Marca fermana a Roberto il Guiscardo. Tuttavia, l’anno dopo, con gli accordi di Ceprano tra papa Gregorio VII e Roberto il Guiscardo, i diritti sulla Marca fermana passarono al pontefice.
Dalla fine del xii secolo la Marca fermana era parte della Marca d’Ancona (attuale regione Marche): compresa tra il fiume Foglia (a nord) e il fiume Tronto (a sud).

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[1] C. Cipolletti, Da Firmum a Fermo, in Il Fermano, la storia, la gente e i giorni, a cura di A. Livi.  Testo storico C. Cipolletti. Impaginazione grafica S. Sollini, Andrea Livi editore, Fermo 2007, p. 16.
[2]  F. Pirani, Fermo, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto 2010, p. 39.

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