sabato 1 febbraio 2014

L'esercito fermano nel basso medioevo

In caso di guerra, tutti i maschi adulti di Fermo erano tenuti a prestare il servizio militare nell’esercito comunale, comandato dal podestà della città. L’esercito era composto dalla cavalleria (equites) e dai reparti di fanteria (pedites), formati dai populares. La truppa era divisa in battaglioni (banderiae)[1].
In caso di pericolo, per poter dare tempestivamente l’allarme, erano dislocate in tutto il Fermano delle torri di segnalazioni: queste facevano capo alla torre della cattedrale, che attraverso una colonna di fumo richiamava in città tutti gli armigeri dislocati nel Fermano.
Di queste torri di segnalazione ne rimane una nel territorio di Fermo: la cosiddetta torre Matteucci, in contrada Castelletta, su una collinetta sopra la chiesa di San Marco alle Paludi, esposta alle scorrerie dei pirati turchi. 




[1] L. Tomei, Il Comune a Fermo dalle prime origini fino al Quattrocento, in Istituzioni e Statuti comunali nella Marca d’Ancona, Dalle origini alla maturità (secoli XI-XIV), II, 2, Le realtà territoriali, a cura di V. Villani, Ancona 2007, pp. 386-387.

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