sabato 15 febbraio 2014

Fermo dopo la liberazione, gli anni della Democrazia cristiana

Nel 1944 arrivarono a Fermo le truppe polacche della 3ª divisione fanteria Carpatica (3 DSK), comandata dal generale Bolesław Bronisław Duch, "liberando" la città dai nazi-fascisti. Di lì a poco, il prefetto di Ascoli Piceno Paolo Petroni (provincia sotto la quale fino al 2009 ricadeva Fermo), nominò Giuseppe Giammarco (Sulmona, 1894 – Fermo, 1957), sindaco provvisorio della prima giunta municipale di Fermo (prima tenuta da un commissario prefettizio). Ben presto venne formata la giunta comunale, espressione del Comitato provinciale di Liberazione Nazionale, del quale primo presidente era stato don Gaspare Morello (Mazzara del Vallo, 1891 – Ivi, 1980), rimasta in carica fino al 1946. Era stato lo stesso sacerdote a fare il nome di Giuseppe Giammarco.
Nelle elezioni tenute nel 1946, su più di 13.000 votanti i partiti ottenere questi voti: Scudo Crociato (Democrazia cristiana) voti 4.928 (22 consiglieri), Edera (repubblicani) voti 2.908 (5 consiglieri) Spiga (PCI, PSI e Partito d’Azione) voti 3.563 (3 consiglieri). Il Consiglio comunale elesse sindaco della città: Nicola Ciccolungo (Fermo, 1877 – Roma, 1952), della Democrazia cristiana, eletto senatore nel 1948 (I legislatura)
Nel Referendum costituzionale, a Fermo, la repubblica ottenne più del  60% dei consensi. Nelle politiche, la Dc prese 5.181 voti, il PRI 3.824, il PSIUP 1.615, il PC 1.143, L’Uomo qualunque 685, L’unione nazionale democratici 397, il Partito d’Azione 287 e L’Unione Democratici indipendenti lavoro e libertà 207. Fin ben oltre il dopoguerra, in città la Democrazia cristiana, aveva un'ampia maggioranza (da notare la forte presenza in città dei repubblicani). 


Di Giusepppe Giammarco riporto le commemorazioni lette alla Camera dei deputati:


Giuseppe Spataro (Dc), nato a Vasto: 

Il 7 agosto è scomparso improvvisamente l’onorevole Giuseppe Giammarco, il quale aveva fatto parte di questa Assemblea durante la precedente legislatura. La sua presenza in quest’aula fu perciò limitata nel tempo; tuttavia fu intensa la sua attività parlamentare. Ma in questo momento, più che ricordare l’interessamento da lui rivolto con passione, con tenacia e con competenza verso i problemi di carattere generale e regionale, desidero richiamare alla nostra attenzione le sue doti di rettitudine, di lealtà, di generosità. Per queste sue qualità egli ebbe sempre la stima e l’affetto degli amici ed il rispetto degli avversari. Un brevissimo cenno della sua vita dimostra la coerenza della sua fede religiosa e politica, dei suoi sentimenti patriottici, della sua attività in difesa degli ideali e degli istituti democratici. Giovanissimo, prese parte attiva al movimento economico-sociale dei cattolici italiani prima ancora della guerra 1915-18, durante la quale rimase due volte ferito. Partecipò anche al secondo conflitto mondiale in Albania, dove fu fatto prigioniero e condotto in Germania. Rimpatriato per malattia, appena tornò a Fermo, dove insegnava lettere a quel liceo, svolse azione partigiana che, per l’ascendente che godeva presso i giovani studenti, fu assai efficace. Nel 1920 aveva fondato la sezione del partito popolare italiano a Sulmona, e nel 1944 aderì al movimento della democrazia cristiana. Pur non essendo nativo di Fermo, dopo la liberazione fu eletto primo sindaco di quella città, ma successivamente non poté non aderire al pressante richiamo della sua città natale e dovette accettare la carica di sindaco di Sulmona. Nel 1948 fu eletto deputato. Molti episodi della sua vita potrebbero essere ricordati a suo onore. Forse l’estrema sincerità nei suoi atti e nelle sue parole non gli resero facile la carriera politica; ma della sua mancata rielezione a deputato nel 1953 furono più i suoi amici ed i suoi elettori a dolersene che non lui...

Danilo De Cocci (Dc), nato a Grottammare:


...Egli si è spento il 7 agosto ultimo scorso nella città  di Fermo, nella quale visse ed operò per molti anni. L’onorevole Giammarco, nato a Sulmona, educato a Sulmona nel seminario vescovile, ove compì gli studi classici, già nel conseguire, quale privatista, il diploma di licenza liceale presso il liceo ginnasio di Lanciano, meritò un eccezionale giudizio da parte della commissione esaminatrice, dando già piena prova delle doti di intelletto che lo hanno caratterizzato nella sua esistenza. Dopo aver combattuto come soldato prima ed ufficiale poi nella guerra 1915-18 ed aver dato prove di valore sul Carso e sul Grappa, rinunciò perfino al riconoscimento dell’invalidità riportata. Dopo il congedo avvenuto nel 1921, soprattutto a Fermo Giuseppe Giammarco svolse la sua attività di insegnante preclaro. Fin dai primi anni della sua adolescenza si adoperò per l’affermazione degli ideali sociali cristiani. Fondò la sezione del partito popolare italiano nella città di Sulmona, sezione  di cui fu il primo segretario. Il fascismo interruppe la sua opera, ma non fece mutare in lui gli ideali democratici. Dopo il richiamo alle armi avvenuto fin dal gennaio 1939, dopo aver combattuto sul fronte francese e in Albania, dopo la prigionia in Germania, rimpatriato per malattia nel dicembre del 1943, fu fra i fondatori del comitato di liberazione nazionale di Fermo e fece parte del comitato di liberazione nazionale della provincia di Ascoli Piceno, affrontando rischi e pericoli di ogni genere. Dopo la liberazione fu il primo sindaco deniocratico della città di Fermo, dando prova di particolare saggezza e  di grande dinamismo. Egli riuscì a dare alla città una amministrazione ordinata, superando ogni difficoltà, specialiiiente per quanto riguarda la carenza degli alloggi e degli approvvigionamenti, dando serenità  e fiducia a1le popolazioni di cui guadagnò ben presto la simpatia e la stima. Eletto deputato per l’Abruzzo nel 1948, oltre ad adoperarsi per il bene delle popolazioni e in particolare della sua Sulmona, come ha ricordato or ora l’onorevole Spataro, contribuendo alla realizzazione  di imponenti opere pubbliche, fu sempre vicino, spiritualmente e materialmente, alla città di Fermo. Il comitato per la ricostituzione della provincia di Fermo lo ebbe appassionato e attivo presidente [La "Provincia di Fermo", aggregata nel 1861 a quella di Ascoli Piceno (città capoluogo), è stata "ricostruita" solo di recente]. Con Giuseppe Giammarco scompare una figura veramente nobile. Molti di noi ricorderanno il suo carattere semplice e modesto, ma risoluto ed energico. I colleghi, gli alunni, i commilitoni, le popolazioni  di Sulmona e di Fermo rimpiangeranno l’uomo che con la sua opera disinteressata e preziosa ha servito la scuola e la patria, nel culto della libertà e della giustizia, nel solco luminoso dei principi cristiani.  

Questa è la commemorazione letta dal presidente del Senato nel 1952 per Nicola Ciccolungo:
PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Un altro lutto ha colpito la nostra Assemblea, con la scomparsa improvvisa, avvenuta questa notte in Roma, del collega Nicola Ciccolungo. Era nato a Fermo il 22 marzo 1877; laureatosi in giurisprudenza, egli aveva iniziato giovanissimo la sua partecipazione alla vita pubblica, dapprima nell'ambito della amministrazione del suo Comune nella quale fu per lunghi anni consigliere comunale e assessore, e poi sindaco dal 1914. La stima procacciatasi nelle cariche locali ricoperte gli valse nel 1919 la elezione a deputato per la XXV legislatura, nella lista del Partito popolare per la circoscrizione di Macerata-Ascoli Piceno. Altre benemerenze egli intanto veniva acquistando nel campo economico e sociale, come amministratore di istituti pii e come membro e poi presidente del Consiglio di amministrazione dell'importante Istituto tecnico industriale della sua città. La ripresa della vita democratica lo trova al suo posto di lavoro: nel 1946 viene nuovamente chiamato alla carica di sindaco di Fermo e nello stesso anno viene eletto deputato alla Assemblea costituente. Nel 1948 era stato eletto senatore: ricordiamo di lui, in modo particolare, l'attività svolta in seno alla 1ª Commissione dell'interno, come apprezzato relatore di vari disegni di legge. Il Senato della Repubblica rivolge alla sua memoria un commosso, reverente saluto.

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