martedì 25 febbraio 2014

La Congregazione fermana (1692-1761)

Nel 1692, con le costituzioni Constantis fidei, papa Innocenzo XII istituì per interessarsi dei problemi dello Stato di Fermo la Congregazione fermana che, retta dal segretario di Stato pro tempore, doveva nominare il governatore pontificio di Fermo[1], fin a quella data un parente prossimo del pontefice regnante. Nel 1692 papa Innocenzo XII  abolì il nepotismo con il Romanum decet Pontificem, che faceva divieto ai papi di conferire cariche ai propri parenti.
Nel 1761 papa Clemente XIII, con la costituzione Cum eae, soppresse la Congregazione fermana. La decisione era stata presa per ridurre i tanti privilegi che le città dello Stato pontificio godevano, in mondo da aver un maggior controllo sulla periferia[3].
Scrive lo storico fermano Giuseppe Fracassetti nelle sue Notizie storiche della città di Fermo, date alle stampe nel 1841:
Invano i Fermani reclamarono dimostrando, che il privilegio del privativo [dell'esclusivo] governo del loro stato nasceva dalla sommissione [sottomissione], che dopo la caduta dello Sforza avevano essi fatta alla S. Sede con condizioni che importavano [implicavano] l'indipendenza del loro governo alla quale avevano essi spontaneamente sostituito nel 1550 il governo de' Cardinali Nipoti, ed in cui vece il Papa aveva loro conceduto la Congregazione Fermana. Le loro rimostranze non furono curate, la Congregazione soppressa, e Fermo d'allora in poi fu governata da Roma, come tutte le altre Città dello Stato Pontificio.
Fino alla fine dell’Ancien régime, la giurisdizione su Fermo, come per tutte le altre città dello Stato della Chiesa, apparterrà alla Congregazione della Sacra Consulta, per gli affari amministrativi, e alla Congregazione del Buon Governo, per gli affari economici. 




[1] Guida generale degli Archivi di Stato italiani, vol. III, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali – Ufficio centrale per i Beni ArchivisticiRoma 1986, p. 1115.
[3]  D. Fioretti, Società, cultura, politica nel Piceno fra Sette e Ottocento, in Il Piceno antico e il Settecento nella cultura di Giuseppe Colucci. Atti del Convegno di Studi, Penna San Giovanni, 18-19 marzo 1996, a cura di D. Poli (Quaderni Linguistici e Filologici IX - 1998 Università di Macerata, Facoltà di Lettere e Filosofia. Istituto di Glottologia e Linguistica Generale ), Editrice "il Calamo", Roma 1998, p. 61.


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