martedì 25 febbraio 2014

La delegazione apostolica di Fermo

Con il motu proprio «Per ammirabile disposizione», emanato nel 1816 da papa Pio VII, lo Stato della Chiesa venne ripartito in delegazioni apostoliche (le attuali province), rette da prelati, nominati dal pontefice, affiancati da congregazioni governative[1], che rappresentavano il territorio. Tutte le comunità (gli attuali Comuni) di ogni delegazione apostolica, avevano propri Consigli.
Stando al motu proprio del 1816 la delegazione apostolica di Fermo, formata da una solo distretto, comprendeva 24 comunità, ad alcune delle quali erano appodiate altre (erano rette da un proprio "amministratore" che aveva però poca autonomia). In bold ho messo le comunità della delegazione di Fermo, lì accanto, separati da un trattino, quelle appodiate. Tra parentesi l'attuale appartenenza amministrativa, dalla quale ho escluso quei comuni che fanno parte dell'attuale provincia di Fermo[2]. 



1. Fermo (sede del delegato) – Porto San Giorgio – Monteverde (frazione di Montegiorgio) – Rocca Monte Varmine (nel territorio di Carassai) – Ponzano – Torchiaro (frazione di Ponzano di Fermo) – Torre di Palme. 2. Acquaviva (provincia di Ascoli Piceno) 3. Altidona – Moresco 4. Campofilone – Pedaso 5. Castel Clementino (attuale Servigliano) – Belmonte 6. Falerone 7. Francavilla – Alteta (frazione di Montegiorgio) – Cerreto (frazione di Montegiorgio) 8. Grottammare (provincia di Ascoli Piceno)  Marano (attuale Cupramarittima) (provincia di Ascoli Piceno) – Sant'Andrea (a Cupra Marittima) (provincia di Ascoli Piceno) 9. Lapedona 10. Loro (provincia di Macerata) 11. Massignano (provincia di Ascoli Piceno) 12. Mogliano (provincia di Macerata) 13. Montappone  Massa – Monte Vidon Corrado 14. Montefalcone  Smerillo 15. Monte Giberto – Moregnano (frazione di Petritoli) 16. Monteleone – Monsampietro Morico – Sant'Elpidio Morico (frazione di Monsampietro Morico). 17. Montottone  Grottazzolina 18. Monte Rinaldo – Ortezzano 19. Monte Urano 20. Petriolo  (provincia di Macerata) 21. Petritoli  Monte Vidon Combatte – Collina (frazione di Monte Vidon Combatte) 22. Rapagnano – Magliano – Torre San Patrizio 23. Sant'Angelo (provincia di Macerata), Gualdo (provincia di Macerata) e Castel Sigismondo (nel territorio di Sarnano) 24. San Benedetto (provincia di Ascoli Piceno), Monte Aquilino (frazione di San Benedetto del Tronto).


Dopo l’editto del cardinale Ercole Consalvi del 1817, attuato nel 1819, passarono alla delegazione apostolica di Fermo: Montegiorgio, da quella di Macerata, e Montefiore, Montelparo, Monterubbiano e Santa Vittoria, da quella di Ascoli. Il distretto era suddiviso in 8 governi (con questa riforma tante comunità prima approdiate ritrovarono la loro autonomia, altre la persero del tutto). In bold il capoluogo. Fermo era sede del delegato. Tra parentesi l'attuale ripartizione amministrativa.

1. Fermo, Ponzano, Grottazzolina, Monte Urano, Porto San Giorgio e Torre di Palme.
2. Falerone, Gualdo , Massa, Montappone, Monte Vidon Corrado e Sant’Angelo.
3. Grottammare, Acquaviva, Marano (attuale Cupramarittima), San Benedetto.
4. Mogliano (provincia di Macerata), Loro (provincia di Macerata) e Petriolo (provincia di Macerata).
5. Montefiore (provincia di Ascoli Piceno), Altidona, Campofilone, Carassai, Lapedona, Massignano e Pedaso.
6. Montegiorgio, Alteta (frazione di Montegiorgio), Cerreto (frazione di Montegiorgio)  Monteverde (frazione di Montegiorgio), Belmonte, Francavilla, Magliano, Rapagnano e Torre San Patrizio.
7. Monterubbiano, Montottone, Monte Giberto, Moresco, Ortezzano, Petritoli, Collina (frazione di Monte Vindon Combatte) e Monte Vidon Combatte.
8. Santa Vittoria, Servigliano, Montelparo, Monteleone, Montefalcone, Monte Rinaldo, Monsampietro Morico, Sant'Elpidio Morico (frazione di Monsampietro Morico) e Smerillo.

Con il motu proprio del 1823 di papa Leone XII dalla delegazione di Fermo passarono a quella  di Macerata i comuni di Mogliano, Loro, Petriolo, Sant’Angelo in Pontano e Gualdo. I governi di Sant’Elpidio a Mare, Montegranaro e Monte San Pietrangeli, da quella di Macerata, passarono alla delegazione di Fermo.
Con il motu proprio di Leone XII del 1824, entrato in vigore nel 1825, alla delegazione di Fermo venne aggregata quella di Ascoli. Fermo, era sede del delegato, mentre ad Ascoli era presente un luogotenente. La delegazione apostolica di Fermo e Ascoli era strutturata in tre distretti: Fermo – Montalto – Ascoli.

Con il motu proprio di Leone X del 1827 al distretto di Fermo passarono i comuni di Montegranaro, Monte San Pietrangeli e Sant'Elpidio a Mare dalla  delegazione apostolica di Macerata e Camerino, che a sua volta ricevette i comuni di Gualdo, Loro, Mogliano,  Petriolo, e Sant'Angelo. Fermo prese i comuni di Cossignano e Ripatransone dal distretto di Montalto, al quale cedette Acquaviva, Carassai e San Benedetto[3]



Di seguito la ripartizione del solo distretto di Fermo, parte della delegazione apostolica di Fermo e Ascoli. In bold le podesterie (territori sottoposti alla giurisdizione di un podestà, scelto dal delegato apostolico). Tra parentesi le comunità soggetta alla rispettiva podesteria. Tra parentesi quadre l'attuale appartenenza amministrativa. Riporto solo il distretto di Fermo. 

Direttamente dipendenti dal distretto di Fermo erano: Altidona (Lapedona) – Grottazzolina (Belmonte) – Montottone  Monte San Pietrangeli (Torre San Patrizio) – Porto San Giorgio (Torre di Palme) – Rapagnano.

1. Governo di Grottamare – Campofilone (Pedaso) – Marano [attuale Cupramattima] (Sant'Andrea) [a Cupramarittima].
2. Governo 
di Monte Giorgio (Monteverde) [frazione di Montegiorgio] – Falerone (Monte Vidon Corrado) – Francavilla (Alteta) [frazione di Montegiorgio] (Cerreto) (appodiato ad Alteta) [frazione di Montegiorgio] – Magliano  Montappone (Massa).
3. Governo di Monterubbiano  Moresco  Petritoli (Monte Giberto) - (Monte Vidon Combatte) - Collina (appodiato a Monte Vidon Combatte) [frazione di Monte Vidon Combatte] - Moregnano [frazione di Petritoli] - Ponzano - Torchiaro (appoggiato di Ponzano) [frazione di Ponzano di Fermo] – Montefiore [provincia di Ascoli Piceno].
4. Governo di Ripatransone  Cossignano  Massignano.
5. Governo di Sant'Elpidio a Mare  Monte Urano.
6. Governo di Santa Vittoria  Castel Clementino [attuale Servigliano] – Montefalcone (Smerillo) – Monte Leone (Monsampietro Morico) - (Sant'Elpidio Morico) [frazione di Monsampietro Morico]  Montelparo (Monte Rinaldo)  - (Ortezzano).

Nel 1831 durante il governo rivoluzionario delle "Province unite", la delegazione di Ascoli torno indipendente. Ciò, però, non durò molto. D lì a poco, ripristinata l'autorità pontificia  sbaragliando gli insorti, la delegazione di Ascoli tornò a quella di Fermo. Tuttavia, con l’editto del 1831 dal segretario di Stato di papa Gregorio XVI, il cardinale fermano Tommaso Bernetti, Ascoli ottenne l'autonomia. 
Nel 1841 lo storico fermano Giuseppe Fracassetti nelle sue Notizie storiche della città di Fermo dà questa descrizione del funzionamento della delegazione apostolica di Fermo:
L'Amministrazione della Provincia di cui Fermo è capo è diretta dal Consiglio Provinciale composto di otto individui nominati per mezzo di deputati dai Consigli Municipali della Provincia. Il Delegato lo presiede e lo aduna ordinariamente una volta in ciascun anno per restare 15 giorni in Seduta permanente. Sono di sua competenza gli affari relativi all'amministrazione interna della Provincia. Una Commissione composta di tre individui nominati dal Consiglio Provinciale amministra le annue rendite della Provincia, eseguisce le spese già fissate nel Preventivo ed è responsabile della sua gestione. [...] Il Delegato Apostolico che è sempre un Prelato Domestico di N. S. [il papa] esercita sotto la dipendenza de' Dicasteri Superiori di Roma la giurisdizione in tutti gli atti di Governo e di pubblica amministrazione, eccettuati gli affari che appartengono alla podestà Ecclesiastica ed alla direzione del pubblico Erario. Ha per diritto di presiedere alle sedute de' Tribunali Criminali, ma senza voto. Egli e assistito dall'Assessor Legale.Presso il Delegato esiste una Congregazione Governativa composta di quattro individui de' quali non più che due possono essere del capoluogo; il rimanente deve spettare al resto della provincia. Essi sono nominati dal Sovrano. Si adunano ordinariamente tre volte in ogni settimana, ed hanno voto deliberativo in tutto ciò che riguarda rendimento di conti ed esame de' preventivi e consuntivi sì delle Comunità che della Provincia. In tutto il resto hanno voto meramente consultivo. Per gli affari contenziosi riguardanti l'interesse delle Comunità essi hanno ancora il potere giudiziario e formano un tribunale di cui il Delegato è Presidente, uditor consulente è l'Assessore , e Cancelliere il Segretario Generale nella Delegazione. Questi nella Congregazione Governativa ha diritto di votare se manchino due o più Consiglieri. Essi si rinnuovano per metà ad ogni triennio.


(Vedi anche la voce Il regio decreto n. 4495 del 22 dicembre 1860. La soppressione della Provincia di Fermo)


[1] S. J. Woolf, Dal primo Settecento all’Unità. La storia politica e sociale, in Storia d’Italia. Dal Primo Settecento all’Unità, vol. 3, Einaudi, Torino 1973, p. 258.
[2] Nel 2004 il Senato della Repubblica italiana approvò il ddl n. 2563 sull’istituzione della provincia di Fermo, decisione ratificata dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la legge 11 giugno 2004, n. 147 “Istituzione della Provincia di Fermo”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 15 giugno 2004, che all’articolo 2 annette alla circoscrizione territoriale fermana i comuni di: Altidona, Amandola, Belmonte Piceno, Campofilone, Falerone, Fermo, Francavilla d’Ete, Grottazzolina, Lapedona, Magliano di Tenna, Massa Fermana, Monsampietro Morico, Montappone, Montefalcone Appennino, Montefortino, Monte Giberto, Montegiorgio, Montegranaro, Monteleone di Fermo, Montelparo, Monte Rinaldo, Monterubbiano, Monte San Pietrangeli, Monte Urano, Monte Vidon Combatte, Monte Vidon Corrado, Montottone, Moresco, Ortezzano, Pedaso, Petritoli, Ponzano di Fermo, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Rapagnano, Santa Vittoria in Matenano, Sant’Elpidio a Mare, Servigliano, Smerillo e Torre San Patrizio.
[3] Indice alfabetico di tutti i comuni, appodiati, frazioni, ed annessi dello Stato pontificio. Colla indicazione della respettiva Legazione, o De
legazione, in che sono compresi; del Distretto, 
Governo, e Podesteria, da cui dipendono, delle 
Diocesi, alle quali sono essi soggetti, e coll’epi
logo in fine dei Distretti, e Governi di ciascuna 
Legazione, e Delegazione, Presso Vincenzo Poggioli, Roma 1828, p. 288.

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