giovedì 12 giugno 2014

La chiesa di Santa Caterina a Fermo

Poco prima del 1216 tale Costantina fondava in una piccola chiesa un monastero femminile benedettino. Le suore rimasero lì fino al 1460, scacciate “per aver trovate alcune di quelle Monache che facevano malìe...”. Nel 1463 la chiesa di Santa Carina d'Alessandria passò ai iCanonici Lateranensi di S. Agostino che aveva residenza nel monastero di S. Marco alle Paludi, che andarono lì proprio quell'anno. Nel 1475 l'edificio venne ricostruita da tale Ioannes Brentius. Rimane di quest’intervento il rosone nella facciata. Da una Cernita del 1513, sappiamo che si raccoglievano elemosine per la chiesa, consacrata nel 1528.
Nel 1867, a cura del parroco don Serviliano Vecchiotti, sotto la direzione dell’architetto Giovan Battista Carducci, la chiesa venne restaurata e decorata nel 1869 da Giacomo Cordella. Al 25 novembre 1868 data la solenne riapertura al culto. Nello stesso anno la chiesa di Santa Caterina venne ceduta dal Comune di Fermo al parroco dei Santi Cosma e Damiano (allora nel lato settentrionale dell’attuale piazza Ostilio Ricci), in cambio della stessa chiesa sotto la medesima invocazione, demolita per l’apertura di via Roma proprio quellanno, sotto la direzione dell’ingegnere Pietro Dasti, al quale spettò in un primo tempo la direzione dei restauri della chiesa di Santa Caterina, presto passata all'architetto Giovan Battista Carducci. Non è improbabile che l’architetto chiuse le navate laterali, ricavandone così una serie di cappelle: tre per lato. Eliminate due campate, utilizzò lo spazio così ricavato per costruire la cupola, sopraelevando parte della muratura. 
Nella cupola, decorata nel 1869 dal pittore fermano Giacomo Cordella, è raffigurata l’immagine dell’Eterno creatore delle quattro Virtù Cardinali. Nelle vele sono dipinti gli Evangelisti
Le volte del transetto e del presbiterio erano dipinte da decorazioni, realizzate su cartoni di Giovan Battista Carducci. Allo stesso modo sono state decorate le sei cappelle laterali, nelle quali l’architetto pensò di lasciare alcuni antichi affreschi, pertinenti all’antica chiesa, inquadrati in nuovi parti decorative. Il soffitto della navata centrale venne decorato da costoloni, che simulano delle crociere. 
Negli anni 1965-68 vennero realizzati interventi di consolidamento alle murature dell’edificio, tra i quali anche il rifacimento degli intonaci. È stato ipotizzato che a questo intervento deve risalire la copertura dei decori nel transetto e nell’abside. Di questi rimangono alcune fotografie, scattate prima che fossero imbiancate le pareti (con un buon restauro, ritengo, che potrebbero essere ripristinate). 

Il prospetto è a due ordini, raccordati da volute laterali. Della chiesa antica rimangono alcuni affreschi. Nella parete destra della prima cappella di destra, entro un riquadro, è affrescata la Sacra Famiglia e i santi Francesco e Giobbe. In basso rimane l’iscrizione: 15… ex v(oto). Nella parete sinistra,  anche questa entro un riquadro, è affrescata la Sacra Famiglia (fine xvi secolo). L’iscrizione dipinta recita: ex voto d. lucretia uxor a(n)t(o)n(ius). Nella parete di fondo della terza cappella, dedicata prima degli ammodernamenti ottocenteschi a san Tommaso dell’Osso, sono affrescati i Santi Agostino, Tommaso di Canterbury e Ubaldo vescovo (fine quarto decennio xvi secolo), attribuiti a Vincenzo Pagani.

Nel transetto di destra è appesa la tela raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Marco e Caterina d’Alessandria (anni 20-25 del xviii secolo), attribuita da Ubaldo Ricci, con tutta probabilità dipinta con la collaborazione del fratello Natale. Il coro in legno dipinto venne realizzato nel 1530 da p. kal. martias. Gli stalli sono decorati con decorati da ornati a grottesche, ad imitazione di tarsie. Nello stallo centrale è  rappresenta l’immagine della santa titolare della chiesa, ai lati della quale sono dipinti due canonici lateranensi oranti. Sopra, entro un artistico altare, troviamo la tela raffigurante la Madonna col Bambino e san Gregorio Mano che intercede per le Anime del Purgatorio

Nel transetto di sinistra è appesa la tela raffigurante Sant’Ubaldo libera gli ossessi (anni 40-50 del xviii secolo), dipinto da Natale Ricci.

In controfacciata, sopra la bussola d’ingresso, si trova la piccola tela raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista e Girolamo, dipinta da Natale Ricci.

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