sabato 22 novembre 2014

I possessi farfensi nel territorio di Montegallo (AP)

Montegallo è costituito da un insieme di frazioni: Abetito, Astorara, Balzetto, Balzo, Bisignano, Casale, Castro, Colle, Collefratte, Colleluce, Collicello, Corbara, Fonditore, Forca, Interprète, Migliarelli, Piano, Pistrino, Propezzano, Rigo, Santa Maria in Lapide, Uscerno e Vallorsara.
Nella valle del Rio troviamo la chiesa di Santa Maria in Lapide, attestata insieme al suo monastero tra le proprietà dell'abbazia di Farfa in un privilegio concesse da papa Innocenzo nel 1198.
La chiesa venne ricostruita però nel xv secolo. Durante quei lavori dovrebbe essere stato capovolto l'orientamento dell'edificio. Tant'è che nell'abside è presentare un rosone tardogotico, che per Furio Cappelli ha accostato ai modelli di Benedetto da Maiano. L'interno è ad aula unica, con transetto all'incrocio dei bracci. Il presbiterio è decorato da affreschi. Della chiesa più antica rimane solo la cripta del IX secolo.
Non lontano da questo monastero è attesta il castello  di Mons Sanctae Mariae in Gallo, abbandonao nel xvi secolo, per essere ricostruito più in basso, dove adesso frazione Balzo (sede amministrativa del comune di Montegallo). Del castello non rimane nulla, se non un cisterna ipogea, coperata da volta a botte, scavta nella pietra spugna.

Nello stesso privilegio del 1198 sono attestati tra i possessi farfensi altri castelli, quello di Castrum (Castro), Pantane (Pantana), Rocce de Cuculi (Rocca di Cuculo), Rocce de Prato (Rocca di Prato) Arquate Minoris (Arquata Minore), Furce de Castello Corvario (Forca di Castello Corvaro, Frazione Forca) e Abetitum (Abetito), che sappiamo acquistati insieme a Capradosso, Canosa, Ginestra, Castignano, Monte Patrizio, Montalto, Monte di Nove, e al monastero di San Pietro di Arquata dall’abate Berardo III (1099-1119), tutti confermati a Farfa dal diploma del 1118 dell'imperatore Enrico V.
Nel privilegio il pontefice ricordava anche il monastero di Santa Maria in Pantano. La chiesa di Santa Maria in Pantano, è a 1.1159 metri s.l.m. L'edificio così com'è deve essere del xvi secolo, anche s'è probabile che questo sia dovuto a una ricostruzione della chiesa. La facciata è aperta da portico a tre arcate a tutto sesto. L'interno è ad aula unica. L'edicola dell'altare è decorata da fregi in arenaria, scolpiti nel 1533. Nelle pareti della chiesa sono affrescate le Storie della Vergine, dipinte da Martino Bonfini da Patrignone. Gli affreschi, studiati da Giuseppe Capriotti, rappresentano anche quattro Sibille, ricondotte dallo studioso alla leggenda della Sibilla.

Nel territorio di Montegallo non troveremo altri possessi farfensi. Tuttavia, è attestata una corte, quella di Propezzano, ceduta da Trasberto al cognato: l'abate di Farfa Campone (936-962).

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