mercoledì 12 marzo 2014

La Casula di san Thomas Becket

Nel Museo diocesano di Fermo è esposta la Casula di san Thomas Becket un tessuto in seta blu ricamata in oro che, stando alla tradizione, venne donata dall’arcivescovo di Canterbury  Thomas Becket al presule fermano Presbitero, durante gli anni ’40 del xii secolo, quando i due erano studenti a Bologna. 

L’oggetto, ricamato nel 1116 ad Almeria, in Spagna (allora sotto il dominio degli Almoravidi), è un tessuto uscito da una qualche bottega moresca, forse per un mantello regale. La casula, di forma semicircolare, ha la sola apertura per la testa. La decorazione a ricamo,  con soggetti del repertorio cortigiano arabo, venne realizzata per lo più a filo d’oro. 
Nel pannello centrale, che orna il dietro, entro una decorazione a spirale, è ricamata l’iscrizione araba in caratteri cufici che tradotta inizia con la tradizionale formula mussulmana: «Nel nome di Allah il misericordioso, il pietoso, il regno è di Allah... la più grande benedizione, tanta salute e felicità al proprietario...». Dopo un’interruzione di poche parole: «nell’anno 510 a Mariyya»

Casula era il nome utilizzato fino al XIII secolo per la pianeta (il paramento indossato dai sacerdoti durante la messa). La casula, di forma ampia, come una capannina (dal latino  casula=capannina), era indossata attraverso l'apertura per la testa, la sola praticata nel tessuto. 

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