martedì 4 marzo 2014

Il sacco di Fermo del 1176

Nel 1176 le armate di Christian von Buch, cancelliere di Federico Barbarossa, saccheggiarono Fermo[1]. Non conosciamo il perché di questo attacco. Probabilmente i Fermani erano allora pronti a mettere le proprie truppe dalla parte del papato, allora in rotta con l’impero. Virginio Villani ha scritto di una “punizione”, da parte dell’impero per un tentativo di ribellione[2]
Dopo la pace di Anagni raggiunta da Federico Barbarossa con papa Alessandro III, Christian von Buch concesse l’anno dopo ai consoli fermani i diritti, i possessi e tutte le libertà godute dalla città prima delle distruzioni[3]. Poco dopo il pontefice ordinò a vescovi, abati e prelati della Marca di farsi consegnare dai loro fedeli tutti i beni sottratti alle chiese della città. Nel 1178 Federico Barbarossa ratificò ad Assisi la concessione fatta l’anno prima.






[1] Antonio di Nicolò, Cronaca della città di Fermo, edizione critica G. De Minicis, introduzione e traduzione P. Petruzzi (Biblioteca Storica del Fermano, 8), Andrea Livi editore, Fermo 2008, p. 129.
[2] V. Villani, Le origini del fenomeno comunale (sec. XI-XIII), in Istituzioni e Statuti comunali nella Marca d’Ancona. Dalle origini alla maturità (sec. XI-XIV), I, Il quadro generale, a cura di V. Villani, Consiglio regionale delle Marche - Deputazione di storia patria per le Marche, Ancona 2005, p. 90.
[3] L. Tomei, Il Comune a Fermo e nel suo antico comitato dalle prime origini fino al Quattrocento, in Istituzioni e Statuti comunali nella Marca d’Ancona. Dalle origini alla maturità (secoli XI-XIV), II, 2, Le realtà territoriali, a cura di V. Villani, Consiglio regionale delle Marche – Deputazione di Storia Patria per le Marche, Ancona 2007, p. 366.

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