venerdì 21 marzo 2014

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Smerillo

La quattrocentesca chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Smerillo, ammodernata in forme neoclassiche nel 1870, ha facciata, tripartita da lesene, aperta da portale a timpano triangolare, motivo ripetuto nella parte terminale del prospetto. Il campanile dell'edificio, realizzato nel 1474, ha fusto sottolineato da lesene angolari. La terminazione a cuspide della costruzione poggia su cornicione aggettante.

giovedì 20 marzo 2014

La chiesa di San Pietro a Francavilla d'Ete

In viale della Rimembranza a Francavilla d'Ete, troviamo la chiesa di San Pietro. Nel 1890, dopo la demolizione della parrocchiale nella piazza di Francavilla, i Francavillesi decisero l’erezione di una nuova poco fuori le mura dell'abitato, affidandone il progetto all’architetto Giuseppe Sacconi (Montalto delle Marche, 1854 – Pistoia, 1905). I lavori durarono fino al 1899, anno dell'apertura. 
Nel progetto l’edificio era stato pensato a croce latina, ridotta a croce greca per mancanza di fondi durante la realizzazione.

I podestà fermani del XIII secolo nelle serie di Raffaele De Minicis, confrontata con quella di Lucio Tomei

Lungo le pareti dell’ufficio del sindaco, al secondo piano del Palazzo comunale di Fermo, sono dipinti gli stemmi di quanti aveva retto la città dal Medioevo fino al 1860. Le pitture, realizzate dal pittore fermano Pietro Lucchi, erano state commissionate da Nicola Morici, pro delegato pontificio di Fermo nel 1849. I nomi, rintracciati da Raffaele De Minicis, li ritroviamo pubblicati nel 1855 nella Serie cronologica degli antichi signori, de’ podesta e rettori di Fermo dal secolo ottavo all'anno 1550 e dei governatori, vicegovernatori e delegati dal 1550 al 1855, raccolta ed ordinata dall'avv. Raffaele De Minicis; con annotazioni storiche. Debbo ricordare che questa lista è purtroppo mal fatta. In questa voce confronterò i nomi rintracciati da Raffaele De Minicis con quelli pubblicati da Lucio Tomei nel suo: Genesi e primi sviluppi del Comune nella Marca meridionale. Le vicende del Comune di Fermo dalle origini alla fine del periodo svevo (1268), del 1995.

mercoledì 19 marzo 2014

Porta San Giuliano a Fermo



 

La chiesa di San Michele Arcangelo a Montefortino

La chiesa di San Michele Arcangelo, in largo della Pieve a Montefortino, venne ricostruita in forme neoclassiche negli anni 1860-70 dall’architetto fermano Giovan Battista Carducci. Nel 1965 il fermano Diego Granatelli realizzò le dorature nell'interno.

martedì 18 marzo 2014

La barriera di San Francesco e la fonte di San Francesco a Fermo


La chiesa di Sant’Andrea a Montefortino

La chiesa di Sant’Andrea, in piazza Umberto I a Montefortino, eretta dal Comune su autorizzazione data nel 1421 dall’Episcopato fermano, passò nel 1602 all'amministrazione della Confraternita della Buona Morte che, tre anni dopo, dette inizio al rifacimento della costruzione. Ultimi lavori alla chiesa di Sant'Andrea, ammodernata in forme neoclassiche, vennero realizzati nella seconda metà del xviii secolo.

lunedì 17 marzo 2014

La chiesa di Sant’Agostino a Santa Vittoria in Matenano


La chiesa di Sant’Agostino a Santa Vittoria in Matenano, dopo il terremoto del 1771, venne ammodernata in forme neoclassiche dall’architetto Pietro Augustoni. I lavori, iniziati nel 1781, terminarono nel 1798. Gli Agostiniani, che amministravano l'edificio, lo tennero fino alle soppressioni del Regno d'Italia.

La chiesa di Santa Lucia a Fermo


domenica 16 marzo 2014

La loggia dei Mercanti a Falerone


La loggia dei Mercanti, in piazza della Libertà a Falerone,  realizzata nel 1478 quale luogo deputato alle contrattazioni commerciali, venne restaurata nel 1721, come attesta la formella in cotto con questa data murata nel prospetto della costruzione, formata da due ordini sovrapposti di archi a tutto sesto. 

La centrale idroelettrica di Aso Pedaso

La struttura della centrale elettrica di Pedaso, lungo l’Adriatica, venne realizzata negli anni 1925-31 su progetto dell’architetto Piero Portaluppi (Milano, 1888 – Ivi, 1967), in forme art noveau dalla UNES (Unione Esercizi Elettrici).

sabato 15 marzo 2014

Le fonti di San Francesco da Paola a Fermo

Iscrizione perduta trascritta da Raffaele De Minicis
Le fonti di San Francesco da Paola, poco fuori le mura di Fermo vennero realizzate pare nel 1320, stando a un'iscrizione rintracciata da Filippo Eugenio Mecchi (Fermo, 1841 – Roma, 1923), non lontano dal perduto monastero dei Minimi di San Francesco da Paola (dov'è adesso il monastero delle Benedettine). 
Ne Le iscrizioni fermane antiche e moderne di Raffaele De Minicis  (Fermo, 1786 – Ivi, 1860), date alle stampe nel 1857, è riportata la perduta iscrizione murata nel prospetto[1], poi riveduta da Filippo Eugenio Mecchi.

venerdì 14 marzo 2014

L'aspersorio di Ottavio Bandini nel Museo diocesano di Fermo



Fonte Catalani a Fermo

Fonte Catalani, detta delle Pisciarelle, a Fermo venne fatta realizzare in forme baroccheggianti nel 1735 a spese di Marino Girolamo Catalani, dov'era la cosiddetta fonte Solano, attestata fin dagli inizi del XIII secolo[1], che proprio lì davanti aveva il proprio palazzo di famiglia. Nel 1845 sono attestate spese per rifacimento della costruzione.

giovedì 13 marzo 2014

Il campanello dell'arcivescovo Andrea Minucci nel Museo diocesano di Fermo

Nel Museo diocesano di Fermo è esposto  un campanello in argento dorato, realizzato dall'argentiere fermano Giuseppe Grazioli per l’arcivescovo di Fermo Andrea Minucci, del quale è impresso lo stemma sull'oggetto. Quest'ultimo tenne la cattedra fermana dal 1779 fino alla sua morte, avvenuta nel 1803.

Fonte Ginetti a Fermo

Dietro il Palazzo arcivescovile di Fermo è collocata una fonte a parete, fatta probabilmente realizzare dall’arcivescovo Giovanfrancesco Ginetti (presule fermano negli anni 1684-91), del quale compare lo stemma sulla costruzione, quando, ritengo, commissionò un rifacimento di tutto il Palazzo arcivescovile. Nel 1845 è attestato un restauro alla costruzione, con la messa in opera di una nuova cannella.