martedì 17 febbraio 2015

I culti oracolari negli Appennini in età romana

Per lo scrittore romano Svetonio, nel 69 d.C. Vitellio, dopo la cosiddetta prima battaglia di Bedriaco, celebrò un pervigilium (una veglia) su un valico degli Appennini. Stando a una notizia di Trebellio Pollione nell’Historia Augusta, una raccolta di biografie di imperatori da Adriano a Numeriano, Claudio II il Gotico (imperatore dal 268 d.C. al 270 d.C.) consultò un qualche oracolo nell’Appennino. 

Tante Sibille (come quella dei Monti Sibillini) le ritroveremo in pieno Medioevo sugli Appennini (ma quelle della montagna, non erano più le Sibille accolte dalla tradizione cristiana, come annunciatrici della nascita di Gesù, ma esseri maledetti da Dio). Del resto fino al XIX secolo le montagne erano viste come luoghi da evitare.




Bibliografia


Febo Allevi, Il «pervigilium» dell’imperatore Vitellio e l’Oracolo appenninico di Claudio il Gotico e Aureliano, in Ileana Chirassi Colombo - Tullio Seppilli (a cura di), Sibille e linguaggi oracolari. Mito, storia, tradizione. Atti del convegno (Macerata-Norcia, 20-24 settembre 1994), Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Macerata 1998, pp. 647-71.

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