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San Savino, comprotettore di Fermo, scultura settecentesca |
Stando agli Statuti
comunali i giorni festivi in città erano: le domeniche, tutte le festività
dedicate alla Madre di Dio, in particolare quella dell’Assunta (15 agosto), patrona
cittadina, e il giorno di San Savino, comprotettore di Fermo («cuius corpus in
hac civitate requiescit»).
Festivi erano poi i giorni di Natale (25 dicembre), di Santo Stefano (26 dicembre), di San Giovanni Evangelista (27 dicembre), dell’Epifania (6 gennaio), di San Gregorio Magno (12 marzo), di San Zenone (12 aprile) di San Michele Arcangelo (8 maggio), di San Giovanni Battista (24 giugno), di San Domenico (4 agosto), di San Lorenzo (10 agosto), di Sant’Agostino (28 agosto), di San Nicola da Tolentino (10 settembre), di Santa Croce (14 settembre), di San Francesco (4 ottobre), di San Vigore (primo novembre), di San Martino (11 novembre), di Santa Caterina di Alessandria (25 novembre), e di Santa Lucia (13 dicembre). Tra le feste mobili: il Venerdì Santo, la Pasqua, i due giorni successivi a quest’ultima ricorrenza, l’Ascensione e il Corpus Domini. Oltre a festeggiare tutti i giorni delle feste degli apostoli, era festivo anche quello della dedicazione della basilica del Santo Salvatore, probabilmente la basilica di San Giovanni in Laterano (9 novembre). Tutta “laica” era la festa del 2 giugno, dedicata al ricordo della morte del tiranno di Fermo Rinaldo da Monteverde[1]. Il 24 agosto, giorno di San Bartolomeo, era celebrato per ricordate anche quando, nel 1378, i Fermani ripresero il controllo della loro città, ripristinando le istituzioni comunali, approfittando dell’assenza di Rinaldo da Monteverde, impegnato allora ad attaccare Sant’Elpidio a Mare.
Festivi erano poi i giorni di Natale (25 dicembre), di Santo Stefano (26 dicembre), di San Giovanni Evangelista (27 dicembre), dell’Epifania (6 gennaio), di San Gregorio Magno (12 marzo), di San Zenone (12 aprile) di San Michele Arcangelo (8 maggio), di San Giovanni Battista (24 giugno), di San Domenico (4 agosto), di San Lorenzo (10 agosto), di Sant’Agostino (28 agosto), di San Nicola da Tolentino (10 settembre), di Santa Croce (14 settembre), di San Francesco (4 ottobre), di San Vigore (primo novembre), di San Martino (11 novembre), di Santa Caterina di Alessandria (25 novembre), e di Santa Lucia (13 dicembre). Tra le feste mobili: il Venerdì Santo, la Pasqua, i due giorni successivi a quest’ultima ricorrenza, l’Ascensione e il Corpus Domini. Oltre a festeggiare tutti i giorni delle feste degli apostoli, era festivo anche quello della dedicazione della basilica del Santo Salvatore, probabilmente la basilica di San Giovanni in Laterano (9 novembre). Tutta “laica” era la festa del 2 giugno, dedicata al ricordo della morte del tiranno di Fermo Rinaldo da Monteverde[1]. Il 24 agosto, giorno di San Bartolomeo, era celebrato per ricordate anche quando, nel 1378, i Fermani ripresero il controllo della loro città, ripristinando le istituzioni comunali, approfittando dell’assenza di Rinaldo da Monteverde, impegnato allora ad attaccare Sant’Elpidio a Mare.
Bibliografia
Statuta Firmanorum, apud Sertorium de Montibus, Fermo 1589.
[1] Statuta Firmanorum 1589, p. 152. San
Vigore, vescovo di Bayeux, era plausibilmente ricordato perché il suo giorno:
il primo novembre, era in genere posticipato per celebrare la festa di
Ognissanti. Manca, tra le feste mobili, la Pentecoste, ma anche questa era sicuramente
festeggiata.
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