domenica 12 aprile 2015

Porto d'Ascoli, la nascita di un porto che andava a intaccare gli interessi dei Fermani

Nei primi anni del XIV secolo gli Ascolani cercarono di impossessarsi di uno sbocco sul mare, tanto che riuscirono a farsi concedere in feudo perpetuo nel 1323 da Giovanni XXII il castrum di Montecretaccio (frazione di San Benedetto del Tronto) e il tratto di costa tra le foci del fiume Tronto e del torrente Ragnola, su cui i Fermani accampavano diritti. Tre anni dopo gli Ascolani ottennero la facoltà di organizzare un porto alle foci del Tronto (Porto d’Ascoli, frazione  di San Benedetto del Tronto), proprio sotto il castello di Montecretaccio (L. Tomei, La Piazza del Popolo cit., pp. 113-114). 

Nel 1348 l’esercito fermano, capitanato da Gentile da Mogliano, lo cinse d’assedio e riuscì a demolire Porto d’Ascoli (Antonio di Nicolò, Cronaca cit. p. 130), ben però presto ricostruito, da allora il porto degli Ascolani, tenuto fino alla caduta dell’Ancien régime, divenne la scalo per le tante manifatture prodotte ad Ascoli e da lì smerciate via mare. 

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