sabato 7 febbraio 2015

La chiesa di San Tommaso e la chiesa di Sant'Agata a Fermo

La storia della chiesa di San Domenico a Fermo è stata ampiamente ricostruita dalle ricerche di Lucio Tomei. Tuttavia quello che ci interessa in questo contributo, sono  altre chiese  Un’antica cronaca perduta, conservata presso il convento dei Domenicani, riportata da Giuseppe Cappelletti in Le chiese d’Italia (ma questo non vuol dire che fosse mai esistita), narrava che nel 1214 don Giovanni di Albertone o degli Albertoni, fratello del capostipite della famiglia fermana dei Paccaroni e rettore della chiesa di S. Tommaso, fu inviato in Provenza da papa Innocenzo III, a combattere gli eretici Albigesi. In quell’occasione, il fermano avrebbe incontrato san Domenico, anche lui impegnato nella lotta contro l’eresia. Nel 1216 il santo arrivò a Fermo, e Giovanni, nel frattempo rientrato in città, gli cedette la chiesa della quale era rettore e un vicino orto, in modo da permettere ai Domenicani di creare un loro insediamento nella città. 
Col n. 43 è segnata la chiesa di Sant'Agata (da mappa del XVII secolo)
La cappella (attestata ancora nel 1373) si trovava all’interno della cinta muraria, al di sotto del Girfalco, L’orto, confinante con quello della chiesa di Sant'Agata (demolita in parte dopo il 1810, ma in essere ancora nel xvii secolo; la chiesa, già dell’ordine dei cavalieri gerosolimitani, era stata consacrata dal vescovo Filippo nell’agosto 1255), si trovava proprio davanti a dove venne costruito il convento dei Domenicani. 

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