lunedì 10 febbraio 2014

La chiesa di San Zenone a Fermo

La chiesa di San Zenone, in largo Fogliani, venne eretta nel 1171 (come sembra attestare una lapide murata all’interno dell’edificio), al posto della cappella di San Leucio, nell’xi secolo dipendente dall’abbazia di Farfa, ma usurpata dalla Chiesa fermana durante l’episcopato di Ulderico (ante 1055 - 1074).
L’iscrizione sull’architrave del portale: †a(nno) d(omini) mclxxxvi hec dom(us) c(on)s(truc)ta e(st) ad honore(m) d(e)i et sa(ncti Zenonis), ricorda la ristrutturazione dell’edificio, portata a termine nel 1186, proprio con la messa in opera del portale, costruito assemblando diversi elementi architettonici di spoglio. L’archivolto è costituito da una ghiera contornata da cordoli in cotto. 
Nei piedritti, entro colonnine, sono murati due blocchi di architrave d’epoca romana, decorati da tralci, con tutta probabilità parte del rivestimento del monumento funerario romano, che si trova in un cortile dietro a largo Fogliani. Nell’architrave entro edicole, sono scolpiti: Un leone con la coda di serpente – Un uomo che suona un corno – Un angelo – Cristo benedicente – Un’aquila – Un vescovo benedicente – Un uomo con turibolo.
Il rosone del prospetto è datato 1222. Nel 1863 venne restaurata la torre campanaria, che sappiamo danneggiata da un fulmine dieci anni prima. Tuttavia, nel 1865 dovette essere abbattuto il cartoccio della costruzione, realizzato nel 1422. 
Nel piccolo atrio, sopra la cantoria dell'organo costruito nel 1803 da Gaetano Callido, troviamo un fonte battesimale a vasca ottagonale del xiv secolo. 
L’interno venne ammodernato nella seconda metà del xviii secolo dall’architetto Pietro Augustoni in forme neoclassiche. La chiesa è a tre navate, partite da archi a tutto sesto retti da otto colonne. La navata centrale ha volta a botte, decorata nel 1947 dal pittore Arturo Favaro, nato a Fontane di Villorba nel 1908. Nelle navate laterali la copertura è data da volte a crociera. 
L’abside, scandita da una teoria di otto semicolonne, è aperto da una feritoia. Nel catino absidale è raffigurato l’Agnus Dei sopra una fonte alla quale vanno ad bere dei cervi (anime che bevono dalla fonte della vita eterna).

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