giovedì 13 febbraio 2014

Il sangue di Cristo per san Giacomo della Marca

Pietro Perugino - Il beato Giacomo della Marca
Immagine rilasciata in Pubblico dominio.
La disputa sulla natura divina del sangue di Cristo, iniziata dal predicatore dei Minori Osservanti Giacomo della Marca (Monteprandone, 1393 – Napoli, 1476), che durante i discorsi quaresimali tenuti a Brescia nel 1462, affermò che dal giorno della morte, fino a quello della resurrezione, il sangue di Cristo sparso durante la Passione rimase separato non solo dal suo corpo, ma anche dalla sua stessa  divinità, quindi non poteva essere adorato (latria) ma solo venerato (iperdulia). 

L’inquisitore domenicano Giacomo Petri, sotto pena di scomunica, ingiunse a Giacomo della Marca di ritrattare. La controversia portò nel 1462 papa Pio II ad emanare una prima proibizione di discutere sull’argomento. Nel 1464, con la Bolla Ineffabilis summa provvidenzia, il pontefice ordinò di non sollevare più la questione. 
È per questo che in tante immagini del santo, tarde però, lo ritroveremo con in mano un reliquiario contenente il sangue del Cristo. 




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