sabato 11 gennaio 2014

Storia di Fermo in poche righe

Fermo deriva da Firmum, città romana fondata nel 264 a.C. nel territorio dei Piceni. Per tradizione, primi vescovi della Chiesa fermana sarebbero stati i martiri Alessandro e Filippo. Nel 598 papa Gregorio Magno dette licenza al vescovo di Fermo Passivo di consacrare un oratorio dedicato al patrono dei longobardi spoletini: san Savino vescovo. Il culto del santo, anche se in maniera indiretta, attesterebbe la conquista longobarda della città. In un privilegio dell’817, rilasciato da papa Pasquale I a favore dell’abbazia di Farfa (che fin dall’viii secolo possedeva nel Fermano un ingente patrimonio terriero), è attestato il comitatus Firmanus. Nel 983, in un diploma dell’imperatore Ottone II, è attestata la Marka Firmana. Il termine marca indicava un territorio di confine, formato da più contee, retto da un margravio (markgraf) o marchese (marchio).
Nel 1340 alcuni congiurati uccisero Mercenario da Monteverde, signore di Fermo dal 1331. Nel 1353 papa Innocenzo VI affidò al cardinale spagnolo Gil Albornoz il compito di recarsi nello Stato pontificio per riaffermare l’autorità del papato (dal 1309 trasferitosi ad Avignone). Nel 1355 le truppe della Chiesa attaccarono Fermo, dal 1345 sotto la tirannia di Gentile da Mogliano. Nel 1360 la signoria sulla città venne ceduta a Giovanni Visconti da Oleggio. Nel 1378 i Fermani presero le armi contro Rinaldo da Monteverde, loro tiranno dal 1376. Nel 1406 papa Innocenzo VII nominò vicario di Fermo suo nipote Ludovico Migliorati.
Nel 1445 i Fermani cacciarono Alessandro Sforza, fratello di Francesco, allora signore di Fermo in nome di quest’ultimo.
Nel 1502 Liverotto Euffreducci invitò i maggiorenti della città nel suo Palazzo a Fermo. Con il pretesto di voler parlare in segreto intorno a Cesare Borgia, condusse i convitati in un’altra stanza, dove li aspettavano i suoi sicari, pronti a fare una strage. La signoria, però, non durò più di un anno. Cesare Borgia, sotto le cui armi aveva servito per tanti anni Liverotto, uccise a tradimento il signore di Fermo.
Nel 1520 Fermo dichiarò nemico pubblico Ludovico Euffreducci, nipote di Liverotto, ucciso in battaglia durante uno scontro con le truppe pontificie.
Fin dai primi anni del XVI secolo il papato aveva imposto a tutte le città del suo Stato un governatore di nomina pontificia. Pur mantengo ampia autonomia, Fermo faceva ormai parte dei domini della Chiesa, autorità interrotta solo con l'arrivo dei Francesi alla fine del XVIII secolo.
Dopo l’Unità d’Italia, con la riorganizzazione provinciale, Fermo passò alle dipendenza di Ascoli Piceno, città, quest’ultima, diventata capoluogo della provincia picena, a discapito della ben più popolosa Fermo.