domenica 26 gennaio 2014

Capodarco (Capo d'Arca). Frazione di Fermo

Durante la visita triennale (1594-197) di padre Orazio Civalli riportata da Giuseppe Colucci leggiamo che: 
Non lontano da Fermo è un luoghetto alla foresta, chiamato Capo d'Arca, donato dalli Signori Canonici alla Religione, l'aere è buono, ed è luogo da far vita ritirata[1].
Nella frazione di Capodarco, l'edificio comunale della frazione, era un tempo il convento dei Clareni (la "Religione"), qui insediatisi nel xiv secolo, quando il Capitolo dei canonici del duomo di Fermo concesse loro l’erezione di un convento (I Clareni erano sotto l'autorità vescovile).
La chiesa di Santa Maria, costruita nel 1900, ha preso il titolo dalla chiesetta che, secondo una lapide trascritta da Gaetano de Minicis nel 1857, venne fatta costruire da nel 1358 da Ansovino di Filippo di Fermo. Nell'edificio, da tempo sconsacrato, è allestito il Teatro nuovo di Capodarco. Nel 1568 i Clareni vennero aggregati  ai Minori Conventuali. L'urbanizzazione della frazione è piuttosto "recente" (penso dal XVII secolo). Nel 1661 la chiesa di Santa Maria ottenne il titolo di parrocchiale.
L’attuale chiesa venne realizzata come abbiamo detto nel 1900, col concorso dei conti Piccolomini, che non lontano avevano una loro villa, prima possesso degli Adami, che lì avevano un casino di villeggiatura. Nel 1855 la proprietà passò ai Piccolomini.
Un villino marino, detto Casa Bianca, dal colore delle pareti, tra i possedimenti dei Piccolomini, ha dato nome all’attuale quartiere, sviluppato dagli anni ’60 del secolo scorso. Villa Piccolomini venne ricostruita negli anni 1900-10. Dal 1976 la proprietà dell’edificio è della Comunità terapeutica di Capodarco.
Forse, ma è solo una mia proposta, sulla collina di Capodarco nell'XII secolo avremmo trovato il castrum quod Ripa vocatur, appartenuto all'abbazia di Farfa, ma poi tolto a quest'ultima dall'Episcopato di Fermo. Il castello, in documento del 1154 del vescovo di Fermo Baligano, è detto sub Montesicco (attuale contrada Montesecco, poco a nord della frazione Capodarco), non lontano dal mare, che a quei tempi arrivava più o meno dov'è adesso la Stada Statale Adriatica. Solo dal xvii secolo il mare andò lentamente ritirandosi. Fino allora la collina di Capodarco, dava quasi strapiombo, sull'Adriatico.
Il castrum Ripa poi non è più attestato. Probabilmente venne demolito entro i primi anni del XIII secolo, anche per togliere ai Farfensi ogni possibilità di rimostranza giuridica su una loro proprietà sottratta loro dall'Episcopato fermano.



[1] G. Colucci, Antichità picene, tomo XXV, Fermo 1795, p. 135.